Ginnastica, Olimpiadi Rio 2016 – Vanessa, non ritirarti! Ferrari al passo d’addio ma…

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Vanessa Ferrari è prossima al ritiro dall’attività agonistica. Dopo più di dieci anni di presenza costante sulle pedane di tutto il Pianeta, dopo aver trionfato in ogni angolo della terra laureandosi Campionessa del Mondo e Campionessa d’Europa come mai la nostra ginnastica artistica femminile avrebbe immaginato, dopo aver superato problemi fisici che avrebbero steso un Leone, dopo tre Olimpiadi e dopo aver totalmente riscritto la storia di questo sport in Italia.

In queste ore la 25enne bresciana sta provando a smaltire la delusione per il quarto posto ottenuto alle Olimpiadi 2016, il secondo consecutivo dopo quello di Londra quattro anni fa. Ancora una volta Vanessa Ferrari piange lacrime amare al termine della sua Finale al corpo libero, non riuscendo a trovare l’agognata consacrazione a cinque cerchi che ha inseguito per tutta la carriera, un giusto premio per una delle atlete più talentuose che il nostro Paese abbia mai potuto ammirare.

Signori, questa ragazza lotta con degli importanti problemi ai tendini d’Achille (il plurale purtroppo non è un errore) da 8 anni! Da prima di Pechino 2008! Nonostante tutto non ha mai smesso di crederci. Tutto per l’amore della Polvere di Magnesio. Il suo è stato un atto incondizionato di passione per l’artistica che in molti forse non comprendono.

 

Probabilmente quella di ieri a Rio 2016 è stata l’ultima gara della carriera di Vanessa Ferrari anche se, dopo la delusione, ha detto che avrà qualche ora sull’aereo per pensarci. E il viaggio dal Brasile all’Italia è molto, molto, molto lungo… A 25 anni, con i tanti problemi fisici alle spalle, dopo 18 anni di sacrifici e 10 da professionista (i puristi ci perdonino ma oggettivamente è quello che è Vanessa), è forse arrivata l’ora di appendere il body al chiodo e di dedicarsi alla vita da allenatrice.

Noi, però, non siamo pronti a scommetterci. Perché Vanessa è sempre stata una tigre, una combattente, una guerriera della pedana. Probabilmente ora avrà poca voglia di proseguire ma chi ci dice che tra qualche mese non le rivenga la voglia di rimettersi in gioco? Aly Raisman e Gabby Douglas, Fierce Five a Londra 2012, lo hanno fatto dopo due anni e hanno strappato una nuova convocazione a cinque cerchi, diventando Final Five a Rio 2016 (Aly ha pure vinto due medaglie individuali). Ci sono riuscite nella concorrenza estrema degli USA (sì, sono più giovani dell’azzurra ma non pensiamoci).

Le Olimpiadi di Tokyo 2020 sono lontanissime, probabilmente una pazzia. Non tanto per i quasi 30 anni che la bresciana avrà ma perché per arrivarci servono sforzi mentali, fisici e una grande testa. Una grande voglia. Cioè tutto quello che non è mai mancato a Vanessa Ferrari. Di una cosa purtroppo siamo certi: senza di lei ci sentiamo tutti più poveri e, volenti e nolenti, la nostra ginnastica ha perso, perde, perderà (il tempo verbale non è definito) il proprio punto di riferimento tecnico. Perché stiamo parlando di campo e di fronte ai risultati ottenuti da Vanessa Ferrari bisogna solo inginocchiarsi con rispetto.

Ha sempre parlato poco e forse questo l’ha resa meno nota al grande pubblico ma non si è mai tirata indietro di una virgola quando è stata chiamata in causa per il bene dell’Italia che, per un decennio, ha respirato come non mai l’aria della grande ginnastica. Come mai ci era capitato e forse come mai ci ricapiterà.

Quindi, Vanessa, pensaci bene… In mezzo le occasioni sono tante. Europei, Mondiali individuali e un percorso di qualifica verso Tokyo totalmente differente rispetto a quello attuale. Noi ci crediamo e speriamo. Ancora una volta.

 

(foto Federginnastica)

 

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