Ginnastica, Olimpiadi 2016 – Gli USA planano sull’oro! Final Five Campionesse: bis Douglas e Raisman, Biles alla prima. Russia d’argento, Mao letale per la Cina

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Semplicemente di un altro Pianeta. Le aliene vengono dal futuro della Polvere di Magnesio e gli amanti della ginnastica artistica non possono fare altro che applaudire una delle squadre più forti di tutti i tempi, capace di dominare letteralmente l’ultimo lustro.

A Rio de Janeiro gli USA hanno inscenato il copione che ormai siamo abituati a vedere nelle Arene di ginnastica artistica e con pieno merito si sono laureate Campionesse Olimpiche nel team event. Dopo il trionfo di Londra 2012, quando le Fierce Five riportarono in Patria il titolo a cinque cerchi che mancava addirittura da Atlanta 1996, le Final Five (questo il nuovo soprannome affibbiato dalla Federazione Statunitense al quintetto a stelle e strisce) controllano agevolmente la Finale a Squadre delle Olimpiadi 2016, imponendosi con un perentorio 184.897.

Le ragazze di Martha Karolyi, all’ultima uscita da Direttrice Tecnica dopo aver rivoluzionato la disciplina negli States, hanno fatto gara da sole oscurando totalmente le rivali: tra loro e tutte le avversarie c’è un esagerato divario tecnico davvero incolmabile. Il distacco finale è stato davvero impietoso: addirittura 8,2 punti inflitti alla più immediata inseguitrice.

Gli USA non hanno commesso nemmeno un errore, confezionando 12 esercizi immacolati da cadute e da sbavature. Addirittura dieci prove oltre i 15 punti (gli unici under 15 sono arrivati da Lauren Hernandez con il 14.800 alle parallele e il 14.833 al corpo libero). Nessuno può spingersi fino a certi livelli, c’è davvero poco da fare. Per le nordamericane questo è il terzo oro nella prova più importante, quella che testimonia la forza del movimento ginnico di un intero Paese, e segue le apoteosi già citate prima di Atlanta 1996 (Magnificent Seven) e di Londra 2012 (Fierce Five).

Gli States hanno realizzato il miglior punteggio di squadra su tutti gli attrezzi (46.866 al volteggio, 46.499 alle parallele, 45.533 alla trave, 45.999 al corpo libero) e chiudono un quadriennio da urlo in cui hanno vinto anche i Mondiali 2014 e 2015.

 

Simone Biles inizia così al meglio il proprio cammino verso il pokerissimo d’oro che cerca a Rio 2016. La Campionessa del Mondo, autentico fenomeno della ginnastica artistica e vincitrice di addirittura 10 ori iridati negli ultimi tre anni, è stata anche oggi determinante: 15.933 al volteggio con un Amanar elevatissimo, corpo libero finale con quattro diagonali acrobatiche spaziali e perfettamente stoppate (15.800), alla trave si esalta (15.300) e alle parallele sa ancora difendersi (14.800).

Gabby Douglas e Aly Raisman, invece, erano in pedana anche quattro anni fa e oggi si mettono al collo il secondo oro nella prova a squadre. La capitana incanta al quadrato, da vera Campionessa Olimpica di specialità (15.366) mentre la Campionessa Olimpica all-around si esibisce solo sugli staggi ma stampa un esorbitante 15.766.

Il quintetto è completato da Madison Kocian, Campionessa del Mondo alle parallele che oggi non si è smentita sul suo attrezzo (15.933) e dalla giovanissima Lauren Hernandez (15.100 al volteggio, 15.233 alla trave e 14.833 al corpo libero).

 

Se gli USA hanno condotto la gara dal primo all’ultimo esercizio, alle loro spalle ci sono stati diversi avvicendamenti. La Cina sembrava lanciata verso la medaglia d’argento ma all’ultima prova ha clamorosamente sbagliato: a Mao sarebbe bastato un semplice esercizio di contenimento ma purtroppo è caduta al corpo libero, uscendo anche di pedana. Un passo falso determinante che ha fermato le asiatiche a quota 176.003, valida comunque per la medaglia di bronzo: ritornano sul podio dopo il quarto posto di Londra 2012.

A quel punto la Russia non si è fatta pregare. Le Campionesse d’Europa hanno avuto la chance del sorpasso al volteggio e con tre salti da urlo si sono messi al collo la medaglia d’argento (176.688). Le ragazze dei Rodionenko ripetono così il piazzamento di Londra 2012 mentre le asiatiche ritornano sul podio dopo l’assenza di quattro anni fa (finirono quarte alle spalle della Romania, questa volta nemmeno qualificata ai Giochi) e l’oro di Pechino 2008.

 

Lacrime di gioia per una stupenda Aliya Mustafina che oggi ha letteralmente trascinato le sue compagne verso l’impresa: la conquista dell’oro delle umane. La Campionessa del Mondo 2010 ha confezionato tre routine da urlo: alle parallele stampa un esorbitante 15.933 da vera Campionessa Olimpica di specialità qual è, alla trave recupera la caduta di Melnikova (14.958), al corpo libero purtroppo fatica ancora (14.000) ma al volteggio, quando sa che il sorpasso alla Cina è a portata di mano, non si fa pregare e ottiene un ottimo 15.133. Il palmares di Aliya alle Olimpiadi cresce in maniera importante: 1 oro, 2 argenti e 2 bronzi.

Accanto alla capitana due stelle come Maria Paseka (15.700 al volteggio) e Daria Spiridonova (15.100 alle parallele), entrambe Campionesse del Mondo in carica proprio sull’attrezzo in cui si sono esibite oggi. Angelina Melnikova è caduta dalla trave (13.033) ma ha ben fatto sugli altri attrezzi (14.900, 15.133 e 14.266). Il quintetto è completato da Seda Tutkhalyan (14.766 sui 10cm e 13.766 al corpo libero).

 

Un sorprendente Giappone è addirittura quarto (174.371), precedendo la Gran Bretagna di nove millesimi (174.362) che ha pagato la caduta alla trave di Ellie Downie e qualche punteggio “basso” tra corpo libero e trave. Spicca il 15.400 di Rebecca Downie alle parallele, Campionessa d’Europa di specialità.

Quinta la Germania di Ellie Seitz e Sophie Scheder (173.672), sesta la bellissima Olanda delle gemelle Wevers (172.447) che tornava ai Giochi dopo una lunga assenza, solo ottavo il Brasile che ha commesso svariati errori davanti al proprio pubblico (172.087). L’Italia era stata eliminata nel turno di qualificazione, non riuscendo così a ripetere il settimo posto di Londra 2012.

 

stefano.villa@oasport.it

(foto John Cheng)

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