Ciclismo su pista, Olimpiadi Rio 2016: Elia Viviani contro tutti

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Non si possono fare calcoli. L’Omnium, prova multipla del ciclismo su pista che dovrebbe premiare l’atleta più completo del lotto, è un codice indecifrabile. Fino a quella corsa a punti che ormai abbiamo imparato a conoscere e che può totalmente ribaltare quanto visto nelle prime 5 prove.

Per provare commentare e ad interpretare la corsa bisogna affidarsi a sguardi e sensazioni, a prestazioni e controprestazioni. La prima giornata ha regalato conferme e sorprese. Lo scratch ha visto il successo del danese Lasse Norman Hansen, campione olimpico in carica e ancora in splendida forma. Tutti i favoriti della vigilia, però, si sono mantenuti nelle prime piazze. La classifica si è smossa maggiormente con l’inseguimento individuale e con la corsa ad eliminazione, in cui Hansen è uscito di gara per primo con un’ingenuità troppo grave per questi livelli.

Proprio nella seconda e terza gara Elia Viviani ha dimostrato di essere arrivato preparato e in forma all’appuntamento forse più importante della sua intera carriera su pista. Beffato quattro anni fa e beffato nuovamente quest’anno ai Mondiali di quest’anno (sempre nel velodromo di Londra), il veronese ha accumulato esperienza e capacità. Nell’inseguimento individuale ha fatto segnare il terzo miglior tempo, poi ha dominato la prova ad eliminazione, precedendo il francese Thomas Boudat nella volata finale. Per quanto visto, l’obiettivo della medaglia è concreto.

Domani gli atleti dovranno affrontare prima il chilometro da fermo e poi il giro lanciato a precede la corsa a punti, una vera e propria resa dei conti. Nelle prime due, per quanto visto fino ad ora, Elia potrebbe anche scavare un piccolo solco tra sé e gli altri. Se nel chilometro può pagare, in teoria parte con i favori del pronostico per realizzare uno dei migliori tempi nel giro lanciato. Da lì, poi, importante costruire una strategia funzionale per la corsa a punti che all’ultimo Mondiale si è dimostrata difficilissima da gestire.

Attualmente la classifica vede al comando proprio Boudat (106 punti) con 2 lunghezze di vantaggio su Viviani. A 96 punti il britannico Mark Cavendish, che ha pagato un’ingenuità nell’eliminazione ma molto pericoloso per completezza (è stato secondo nell’inseguimento). Roger Kluge è fuori dal podio seguito da Fernando Gaviria, lontanissimo dagli standard di rendimento dei Mondiali e a 14 punti da Viviani, e Lasse Norman Hansen, che ha rovinato quanto di buono fatto vincendo le prime due prove con un’eliminazione da due in pagella. Glenn O’Shea è settimo, ma fino ad ora ha destato una pessima impressione: riuscisse a tornare in corsa per il podio sarebbe un’impresa non da poco.

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gianluca.santo@oasport.it

Twitter: Santo_Gianluca

Foto: Fabio Pizzuto

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