Ciclismo su pista, Olimpiadi Rio 2016: è il grande giorno di Elia Viviani

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Dopo tre giorni di assaggi nel velodromo di Rio, per quanto riguarda il ciclismo su pista, per l’Italia è arrivato il giorno della verità. Il ct Marco Villa cala il suo pezzo da novanta: Elia Viviani. Da quattro anni il velocista veneto sta attendendo questo momento, dal chilometro conclusivo dell’omnium di Londra 2012, al termine del quale terminò al sesto posto un’Olimpiade partita con tutt’altre attese.

E’ passato molto tempo, Viviani è cambiato. Ha ottenuto le prime vittorie importanti su strada, ha cambiato squadra, trasferendosi in una realtà come il Team Sky. Ora è il momento giusto per ripartire da dove si era iniziato. Scende in pista la nostra carta da medaglia per quanto riguarda la pista: inizia l’omnium. Tre le prove in programma: si inizia con lo scratch, poi si passa all’inseguimento individuale per chiudere la prima giornata con l’eliminazione. Tantissimi punti in palio da conquistare per alzare da subito il morale ed issarsi in vetta alla classifica per mettere paura agli avversari diretti. Ce ne sono, e anche tanti: a partire dal campione del mondo Fernando Gaviria (Colombia), passando per il campione olimpico Lasse Norman Hansen (Danimarca), arrivando al velocista protagonista dell’ultima edizione del Tour de France, Mark Cavendish (Gran Bretagna).

Si parte con tre prove ideali per le caratteristiche di Viviani. Scratch ed eliminazione lo sono sempre state, sin dai primi approcci alla disciplina, mentre la crescita nell’inseguimento è arrivata stagione dopo stagione. Il 4:20.371 fatto segnare agli ultimi Mondiali di Londra sarebbe già un grandissimo tempo, ma se si riuscisse a scendere ancora un po’ si potrebbe puntare addirittura ad una delle prime tre piazze. Tutto sulla carta, ovviamente, perché poi saranno le gambe a decidere. In bocca al lupo Elia, facci vivere un sogno indimenticabile.

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gianluca.bruno@oasport.it

Foto: Fabio Pizzuto

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