Canottaggio, Olimpiadi Rio 2016: le dichiarazioni del quattro senza dopo lo splendido bronzo

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Le parole dei quattro moschettieri Giuseppe Vicino, Matteo Lodo, Matteo Castaldo e Domenico Montrone. 

Giuseppe Vicino: “Siamo partiti bene, abbiamo rimontato e il cuore che abbiamo messo negli ultimi duecento metri ci ha permesso di salire sul podio e durante tutto il percorso non abbiamo mai avuto nessuna crisi neanche quando stavamo dietro perché eravamo convinti di quello che facevamo e sapevamo che eravamo più veloci del Sud Africa e che saremmo riusciti a superarli. Sono anni che facciamo gare così e alla fine ci ripaga sempre. Una dedica di grande cuore ai miei genitori che hanno fatto tanti sacrifici per me e poi perché se la meritano anche loro”.

Matteo Lodo: “È stata una gara davvero tosta perché sapevamo perfettamente che l’Australia e la Gran Bretagna erano fortissime, ma noi eravamo consapevoli che la nostra forza era il finale. Alla fine, negli ultimi 500 metri abbiamo dato il cuore e stringendo i denti abbiamo tutto noi stessi. Sono felicissimo di questa medaglia che voglio dedicare ai miei genitori e alla mia ragazza e a mio nonno che non c’è più. Grazie a tutti”.

Matteo Castaldo: “È stata una gara tosta, una finale olimpica che per noi era una novità. Questi continui rinvii hanno messo a dura prova i nostri nervi, ma alla fine tutto è stato fatto alla perfezione perché siamo una grande squadra. La punta senior è stata in grado di vincere due medaglie e a vincere siamo stati in sei perché Marco Di Costanzo scendendo dal due senza ha fatto fare un salto di qualità al due senza e Domenico Montrone è riuscito a darci quella differenza che ci serviva perché la finale olimpica non è un mondiale. Tutte le scelte fatte sono state azzeccate e siamo una grande squadra. Ora ho voglia di andare a casa per stare con mia moglie perché sta per partorire la mia bimba Laura. Voglio dedicare questa medaglia a mia moglie, alla mia famiglia e a mio nonno”.

Domenico Montrone: “Un’emozione salire su questa barca e da quando sono salito le cose sono andate quasi sempre bene. La pressione l’ho sentita prima delle batteria perché volevo misurarmi con gli altri e vedere quello che veramente valevamo come squadra. Una scommessa dei nostri allenatori vinta appieno e siamo stati tutti e sei bravi. Io ci credevo tantissimo e alla fine eccola qua questa medaglia che voglio dedicare alla mia grande famiglia, alla mia ragazza Roberta e al mio amico Andrea”.

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francesco.drago@oasport.it

Foto Mimmo Perna

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