Canoa velocità, Olimpiadi Rio 2016: Carlo Tacchini nuovo prodotto della Polisportiva Verbano

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Gabriella Cotta Ramusino, Alberto Schiavi, Claudio Agnisetta, Mario Pedretti, Luisa Ponchio, Francesco Uberti, Marco Ganna, Paolino Carraro. Nomi di un certo peso nel mondo della canoa ai quali bisogna aggiungere quello di Carlo Tacchini. Il 21enne che ha appena ottenuto la settima piazza olimpica nel C1 1000 metri proviene infatti come i predecessori dalla Polisportiva Verbano.

Fondata il 2 dicembre del 1954, la storica società di Suna in 60 anni ha visto partecipare i suoi atleti alle Olimpiadi di Roma 1960, Tokio 1964, Monaco 1972, Mosca 1980, Los Angeles 1984. Una piccola grande realtà dello sport italiano che in Brasile ha ripreso il cammino a cinque cerchi grazie al giovane poliziotto della canadese, capace di riportare in alto l’Italia 56 anni dopo l’argento nel C2 1000m di Aldo Dezi e Francesco La Macchia. 

TATTICAMENTE PERFETTO Anche se le immagini televisive trasmettevano il volto di Tacchini estremamente teso, l’atleta di Verbania è riuscito a mostrare quella freddezza e capacità di gestire le gare di cui aveva parlato proprio il suo primo allenatore Beniamino Bonomi. Dote che gli ha permesso di escludere dalla finale due pezzi da 90 come l’ungherese Henrik Vasbanyai e il canadese Mark Oldershaw, quest’ultimo bronzo a Londra nel 2012. Arrivato scarico per giocarsi le medaglie, uno degli obiettivi del prossimo quadriennio sarà quello di migliorare la resistenza turno dopo turno. Ad appena 21 anni e con una rassegna olimpica alle spalle ha tutto il tempo per farlo.

francesco.drago@oasport.it

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