Beach volley Olimpiadi Rio 2016. Il pagellone degli azzurri. Lupo e Nicolai: il massimo e non è finita qui

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DANIELE LUPO 9.5: il beach volley italiano da ora in poi avrà il suo volto con gli occhietti vispi e quel sorriso sveglio di chi è pronto a tutto pur di mettere in difficoltà l’avversario. L’impressione è che possa ancora migliorare tanto, con il lavoro giornaliero per trovare nuove soluzioni di attacco . In ricezione e difesa è già “O’ maestro”, deve riuscire ad essere efficce con continuità in attacco, tanto da costringere ogni tanto gli avversari ad andare a cercare Nicolai in battuta. Detto questo stiamo parlando del giocatore che ha messo a terra di gran lunga il maggior numero di punti nel torneo: 183, copntro i 163 di Alison. I black out, però, sono stati pagati a caro prezzo (anche in termini di set giocati) dagli italiani. Ha giocato un torneo meraviglioso, ha tolto le castagne dal fuoco alla coppia azzurra nei momenti difficili, ha mantenuto tranquillità e freddezza, ha mostrato tutte le sue qualità tecniche e fisiche. E’ un giocatore che tutti ci invidiano su cui poter contare per tanto, tanto tempo.

nicolai 20.8.2016

PAOLO NICOLAI 9.5: il miglior muro dell’Olimpiade e anche la miglior battuta (la coppia azzurra è stata quella che ha messo a segno il maggior numero di ace, 18). E’ la consacrazione di uno dei giocatori più forti al mondo nel quadriennio olimpico. A Rio è stato forse non ha giocato il miglior torneo in carriera, altre volte è stato più devastante nei fondamentali di attacco e più preciso in palleggio ma questa è l’ulteriore dimostrazione che il suo percorso non è ancora arrivato a compimento. L’età è dalla sua parte ed è sulla strada per raggiungere il tetto del mondo. Se il fisico (che ogni tanto fa le bizze) lo sorreggerà ha quattro anni di tempo per riuscirci.

ranghieri 20.8.2016

ALEX RANGHIERI 7.5: due partite di grandissimo spessore, contro austriaci all’esordio e canadesi, perfetto fino al 19-17 su Alison/Bruno poi da lì si è spenta la luce che si è riaccesa solo sul 20-16 per Nicolai/Lupo negli ottavi di finale ma poi basta dare un’occhiata alle due coppie che hanno sconfitto Ranghieri/Carambula per capire che le due sconfitte che hanno eliminato la seconda coppia azzurra non sono arrivate per caso. Alex è una realtà del beach volley azzurro, una risorsa da sfruttare nel prossimo quadriennio, un top player che ha poco da invidiare a tutti i rivali. A Rio lo ha dimostrato una volta di più.

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ADRIAN CARAMBULA 7: campioni si diventa e l’ex uruguagio ha iniziato da poco a percorrere la strada che può portare all’olimpo. Il fisico, si vede, è quello che è ma non è tutto e lui dimostra anche a Rio le sue qualità. C’è lo show della sky ball e di qualche colpo fuori dagli schemi ma c’è anche tanta sostanza che ogni tanto viene meno perchè un anno di beach volley ad altissimi livelli (risultati straordinari per una coppia formata da così poco) non può bastare per essere competitivi con i giganti. Senso della posizione e ricezione, attacco da rivedere.

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MARTA MENEGATTI 8: è una delle giocatrici più forti del torneo e quindi del mondo. Assorbe la mazzata di Vicky con una reazione strepitosa, trascina la coppia italiana per un set e mezzo contro Broder Valjas che si ritrovano e vincono, gioca una partita indimenticabile contro le future campionesse olimpiche Ludwig/Walkenhorst, mai così in difficoltà a Rio come contro le azzurre e fa vedere sprazzi di grandi giocate anche contro Ross/Walsh. Merita di poter costruire un quadriennio olimpico da protagonista con una compagna all’altezza. Quale sarà da decidere a breve.

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LAURA GIOMBINI 7: risponde con i muri, con gli attacchi vincenti, con un’ottima efficienza in ricezione a chi diceva che non era all’altezza dopo il balletto delle sostitute di Viktoria Orsi Toth. Non è una campionessa, va bene, ma viene chiamata in causa per i Giochi Europei e chiude quarta, viene convocata per la Continental Cup e fa il massimo possibile, viene richiamata all’ultimo per le Olimpiadi e dà il suo apporto. La sua presenza in azzurro non è stata per caso.

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