Beach volley Olimpiadi Rio 2016. Azzurri: niente “giganti” sulla strada per la finale

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Avanti! Alzi la mano chi tra gli appassionati di beach volley non avrebbe firmato per trovare dalla stessa parte del tabellone della coppia azzurra maschile che sarà ai quarti di finale le seguenti coppie:  Evandro/Pedro, Liamin/Barsouk, Semenov/Krasilnikov, Jefferson/Cherif, Doppler/Horst e Diaz/Gonzalez.

Il sorteggio “stile Europei di calcio in Francia” ha piazzato tutte le teste di serie pricipali dalla stessa parte, complici i secondi posti nei gironi preliminari di Nummerdor/Varenhorst e Alison/Bruno che un anno fa si giocavano il titolo olimpico a Den Haag. Sarà un “girone” infernale che comprende anche Lucena/Dalhausser (incredibile il potenziale quarto di finale che toglierà di mezzo una delle finaliste annunciate del torneo), gli ex campioni mondiali Brouwer/Meeuwsen, apparsi in forma smagliante a Rio e ci mettiamo pure gente da vittorie in Grand Slam quest’anno come Herrera/Gavira, i coriacei spagnoli o i canadesi Schalk/Saxton, bronzo a Porec e a Klagenfurt, tanto per gradire.

Insomma, da una parte è andata male perché di coppie ai quarti l’Italia poteva aspirare ad averne due ma dall’altra così male non è andata perché le montagne insormontabili di cui si parlava alla vigilia del torneo (in sostanza Lucena/Dalhausser e Alison/Bruno in primis ma anche Brouwer/Meeuwsen) si scanneranno fra loro e ne uscirà una sola in finale, magari stremata da battaglie campali in precedenza.

Dall’altra parte non è che si potrà arrivare in finale in ciabatte e sigaro, sia chiaro. Ci sono le rivelazioni di questo torneo che, se hanno vinto il loro girone, un motivo c’è eccome. C’è la coppia bronzo mondiale Evandro/Pedro che ha sofferto in avvio di torneo ma, nella prima sfida dentro o fuori del suo cammino, ha travolto e annichilito gli ex campioni d’Europa Samoilovs/Smedins, non due qualunque. C’è soprattutto la coppia cubana Diaz/Gonzalez che sembra nata per giocare a beach volley. Fa tutto con una naturalezza incredibile e disarmante per gli avversari. L’incognita, magari, può essere sul lungo termine visto che i cubani non sono abituati ad affrontare tornei di questa portata perché non partecipano al World Tour ma dal punto di vista tecnico e tattico sono straordinari e hanno le potenzialità per arrivare fino in fondo, a meno che qualche tattico non ne trovi il punto debole, fin qui sconosciuto. Ci sono soprattutto Semenov/Krasilnikov, i russi che non hanno nella continuità di rendimento il loro punto di forza, che finora solo sulla sabbia di casa sono riusciti veramente a fare la voce grossa ma che qui a Rio sono arrivati in condizione straordinaria e non sarà facile batterli per qualsiasi avversario. Partono un gradino più indietro nella corsa ad un posto in finale Liamin/Barsuk, anche loro protagonisti finora di un torneo di altissimo livello, Jefferson/Cherif, partiti guardinghi ma saliti di tono e capaci già di fare un quinto posto al mondiale dello scorso anno e Doppler/Horst, travolti dalla sky ball di Carambula nella gara d’esordio ma poi bravissimi a battere Alison/Bruno nella sfida che ha aperto le porte agli ottavi di finale.

Per la coppia azzurra che passerà il turno si presenta subito la sfida forse più difficile nei quarti di finale. Se il pronostico verrà rispettato gli italiani affronteranno Evandro/Pedro, con tutta l’Arena a tifare contro e con i macigni di Evandro in battuta da cercare di domare. La torcida può fare la differenza ma anche no. Gli azzurri sanno esaltarsi nelle difficoltà e, superato quell’ostacolo, il successivo sarebbe sicuramente meno difficile anche se impervio come deve essere una semifinale olimpica. Non corriamo troppo: prima scopriamo chi saranno gli azzurri e poi gli avversari, sapendo che le montagne, quelle alte, spesso insormontabili, sono tutte dall’altra parte del piccolo grande mondo fatto di sabbia e palloni…

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