Beach Volley. “Fine dei Giochi”: Greta Cicolari al vetriolo su tutti i fronti

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Una lettera inviata a tutte le principali testate per esprimere il proprio parere e lanciare accuse dirette e pesanti nei confronti di tutto il mondo del beach volley azzurro ma anche per porre la sua candidatura in vista del prossimo quadriennio olimpico. Greta Cicolari, squalificata per 13 mesi due anni e mezzo fa e mai più rientrata nel giro azzurro, affida ad una missiva il suo parere. Questo il testo integrale della lettera:

Data la conclusione dell’Olimpiade del beach-volley femminile italiano, mi sento di scrivere due parole a riguardo, tecniche e non. Ho letto e sentito diverse cose in merito a quello che è successo in questi giorni e ci tengo a esprimervi il MIO pensiero.

Per prima cosa penso che dopo avermi sostituito senza ragioni tecniche ne spiegazioni di alcun tipo ( all’epoca prime nel ranking europeo e terze in quello mondiale) con una giocatrice che non aveva alcun merito sportivo, il minimo che il Ct Brasiliano Lissandro Carvalho avrebbe dovuto fare era migliorare il risultati, cosa che non e’ avvenuta ( nessun titolo europeo, 9 posto a Rio etc…).

Per seconda cosa, la squalifica di 13 mesi creata ad hoc per allontanarmi dal campo e lavorare così indisturbati, la trovo la cosa più meschina che Ct e Federazione abbiano potuto fare nei confronti di un atleta pulita. (Per chi volesse capirne di più, leggete la recente sentenza del Tar del Lazio.

Per terza cosa, il doping dell’atleta che mi ha “sostituito” mi fa credere che questa qualifica forse non sia arrivata del tutto in modo regolare. Purtroppo nessuno ha rilasciato dichiarazioni e i dubbi che ho in merito (a partire dal sostegno che il Ct Lissandro e Menegatti offrono a Orsi toth nonostante abbia rovinato il lavoro di 3 anni di una Federazione) sono tanti…

Per quarta cosa, ho sentito dire “povere, dopo quello che è successo… Giocano insieme da qualche giorno”. Beh… Innanzitutto in una programmazione Olimpica trovo incredibile che Ct e staff non avessero pronte due alternative alle giocatrici in partenza per i Giochi. Un infortunio o un qualsiasi tipo di problema doveva essere tenuto in conto, o siamo dilettanti? Sinceramente, dopo aver appurato che nessuno dello staff conosceva il nemmeno il regolamento in caso di sostituzione, mi fa pensare che tutta questa professionalità in realtà non ci sia.

Per quinta cosa, lo staff e le atlete che erano a Rio sono state pagate da tutti noi. Un paese come l’Italia potrebbe innanzitutto riuscire a qualificare 2 coppie femminili ( come avvenuto nel maschile), cosa che non ha fatto. Ma soprattutto dovrebbe ottenere risultati migliori del semplice passaggio di un turno per via di una vittoria contro l’Egitto.

Per sesta cosa, vi prego di tenere presente che non si può sentire un atleta che uscendo da un’Olimpiade con tre sconfitte e una sola vittoria contro l’Egitto ( che notoriamente gioca a beach volley da meno di un anno ), dichiara di essere contenta perché a suo fianco ha giocato la sua amica Laura Giombini, che senza nulla togliere alla sua forza di volontà, non era sicuramente in grado di stare in campo ad un’Olimpiade.

Per settima e ultima cosa, vorrei farvi notare che l’unica coppia azzurra che è ancora in gara a Rio, ha chiesto e ottenuto il cambio di allenatore lo scorso anno. Cosa che io e Marta, insieme, avevamo chiesto e NON ottenuto nel 2013. Perché?

Concludo lanciando un appello a chi di dovere. Mi auguro che da subito, da oggi stesso , cominci una pulizia all’interno del settore del beach-volley femminile, e che questo sport in Italia, almeno in ambito femminile, non sia più governato solo ed esclusivamente da uomini che trattano le donne in modo maschilista e prepotente. E parlo per esperienza personale.

I giochi si sono conclusi, in tutti i sensi”

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