Basket: l’assenza olimpica dell’Italia. Delusione ancora forte, ma ora bisogna ripartire verso Tokyo 2020

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L’Italia si è ben comportata negli sport di squadra alle Olimpiadi di Rio 2016. Da pallavolo e pallanuoto sono arrivate tre medaglie (2 argenti e 1 bronzo) e si può contare anche lo straordinario e storico argento di Lupo/Nicolai nel beach volley. Un ottimo risultato quello raggiunto dalla spedizione azzurra, che ha cancellato in parte la delusione per la mancata partecipazione al torneo di calcio e a quello di basket.

Se per quanto riguarda le due squadre femminili era molto difficile la qualificazione, quelle maschili hanno notevolmente deluso. L’Under 21 di Gigi Di Biagio ha fallito gli Europei di categoria, mentre la nazionale di Ettore Messina è stata sconfitta nella finale del Preolimpico di Torino. Questa è senza dubbio una delle più grandi debacle che lo sport italiano ha dovuto subire in questo 2016. Sembrava tutto pronto in quel di Torino per festeggiare il ritorno all’Olimpiade dell’italbasket ed invece ancora una volta c’è stato un fallimento.

Il torneo di basket a Rio ha rispettato i pronostici iniziali con la vittoria degli Stati Uniti, ma le nazionali europee si sono ben comportate, occupando gli altri due posti sul podio (Serbia e Spagna) e raggiungendo tutte i quarti di finale. Un risultato che rende ancora più amara quella sconfitta di Torino, perchè la Croazia, capace di eliminare gli azzurri, ha vinto il proprio girone e poi nei quarti di finale ha sfiorato il successo con la Serbia.

Questo non sta a significare che gli azzurri avrebbero effettuato lo stesso cammino di Saric e compagni, anche perchè troppe volte si è fantasticato dove potesse arrivare questa squadra, senza mai alla fine conquistare nulla di concreto se non un quinto posto agli Europei. Probabilmente è stato Sasha Djordjevic, ct della Serbia e grande conoscenza del nostro campionato, a spiegare nel miglior modo possibile l’attuale stato della nazionale italiana: “Mi piace tantissimo la vostra frase “farsi una doccia di umiltà” e infatti la traduco spesso ai miei giocatori. Non si deve dimostrare di essere forti solo perché sta scritto sui giornali, ma bisogna dimostralo solo sul campo, perchè lì non si può mentire mai. A Berlino l’Italia ha fatto davvero delle grandi prestazioni, ma quando bisogna tirar fuori il carattere non ci si deve limitare solo alle parole. E’ un dispiacere perchè a Rio l’Italia ci stava alla grande e poteva fare buone cose. Peccato”.

Forti sui giornali, bravi a parole, senza carattere, ecco tutto quello che in questo momento rappresenta l’italbasket. In quella finale del Preolimpico di Torino si è visto una squadra attanagliata dalla paura, che non ha saputo reagire, che ha fallito probabilmente l’occasione più importante di un’intera generazione. Una squadra considerata “la nazionale più forte di tutti i tempi”, ma che alla fine non ha mai vinto nulla e che nel complesso ha sempre deluso.

Le sconfitte, si dice, servono maturare e l’italbasket negli ultimi anni ne ha subite tante e anche molto dolorose. Serve ripartire ancora una volta, scegliendo una guida tecnica solida e che possa iniziare un progetto di quattro anni con l’obiettivo finale di Tokyo 2020, che non deve stavolta essere fallito. Bisognerà capire su quali giocatori puntare, cominciare ad integrare i giovani più interessanti e forti (ce ne sono!) e trovare un gruppo che possa finalmente dimostrare sul campo e non a parole di valere qualcosa di importante. Ci sono delle tappe di avvicinamento a Tokyo 2020 e l’Europeo del prossimo anno è un primo passo fondamentale. L’Italbasket ha sprecato già troppo tempo e non resta davvero più molto.

 

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Foto Ciamillo/Archivio FIP

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