Atletica, Paralimpiadi Rio 2016. David Blair: il programmatore informatico che sogna l’oro olimpico

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L’americano David Blair sarà uno dei grandi favoriti nella categoria F44 (per persone con una menomazione agli arti inferiori) del lancio del disco alle prossime Paralimpiadi di Rio 2016.

A quasi 41 anni, sarà la prima partecipazione a Cinque Cerchi per il fuoriclasse a stelle e strisce: dov’era stato fino ad ora?

In effetti la storia dell’atleta a stelle e strisce sembra la sceneggiatura di un film. Affetto dalla malattia del piede torto congenito, ebbe una brillante carriera universitaria, nella quale conquistò anche un titolo nazionale dello Utah nel lancio del disco, battendo tutti avversari normodotati. Poteva essere l’inizio di una brillante carriera sportiva, ma Blair decise di dare la priorità alla famiglia, iniziando a lavorare come programmatore informatico: “Ero sposato e avevo un bambino, mio padre aveva una grave forma di artrite. Così decisi di avviare una carriera in qualcosa di più produttivo“.

Poi, nel 2012, la svolta: “Ho guardato le Paralimpiadi di Londra e non sapevo esistessero gare riservate ad atleti che non erano su una sedia a rotelle. Io avevo sempre gareggiato contro atleti normodotati“.

Dopo 3 anni, dunque, Blair decise di provarci: “Ho chiesto alla mia famiglia e sono rimasti eccitati da un mio rientro in gara. Ho ricevuto il massimo sostegno da mia moglie e dai miei figli. Al primo collegiale, dopo 16 anni, ho lanciato 55 metri“.

Lo scorso anno l’americano conquistò l’argento ai Mondiali alle spalle del connazionale Jeremy Campbell. A maggio di quest’anno, poi, ha scagliato il disco a 63,61 metri, migliorando di 15 centimetri il record del mondo che apparteneva da 4 anni allo stesso Campbell.

A Rio, dunque, tutti dovranno fare i conti con Blair, il programmatore informatico che sogna la vetta dell’Olimpo.

federico.militello@oasport.it

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Foto: Pagina FB Blair

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