Atletica, Olimpiadi Rio 2016 – La Maratona chiude i Giochi: l’Italia si aggrappa a Meucci e Pertile per la medaglia

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L’Italia dell’atletica leggera ha collezionato figuracce su figuracce alle Olimpiadi di Rio 2016, quantomeno in pista. Un bottino desolante di 13 punti che, escludendo quelli raccolti nelle prove di marcia, diventano solo 7. Non basta la giustificazione del “mancava Tamberi” per spiegare una debacle del genere.

Da Roma 1960 l’Italia ha sempre conquistato almeno una medaglia in questo sport. A Rio rischiamo di tornare indietro di 60 anni, l’ultima volta che rimanemmo a secco! Ci aggrappiamo alla Maratona finale. Daniele Meucci e Ruggero Pertile sono i classici outsider che possono far saltare il banco. Servono però delle condizioni particolare per spingere i due azzurri verso un’impresa che sembra comunque molto difficile considerando l’ampia concorrenza.

Il Campione d’Europa in carica si è ben allenato nella mezza della rassegna continentale, si è preparato a puntino per l’appuntamento, con allenamenti mirati proprio alla grande prestazione nel momento che conta. Si presenta in punta di piedi, senza troppo rumore ma potrebbe essere la grande sorpresa della giornata insieme all’eterno Ruggero Pertile che a 42 anni vuole regalarsi una domenica bestiale.

Se farà caldo i tempi si abbasseranno, magari i soliti africani non forzeranno il ritmo: sono le condizioni ideali per Meucci che, se dovesse arrivare al trentesimo chilometro nel gruppo di testa, allora se la potrebbe giocare davvero per il podio. Se invece i big partiranno forte fin da subito e faranno la loro corsa allora ci sarà ben poco da fare.

I favoriti di giornata sono i soliti noti: gli etiopi Abera, Berhanu, Lilesa; i kenyoti Biwott, Kipchoge, Korir; lo svizzero Abraham; l’eritreo Ghebreslassie; gli ugandesi Kiprotich, Mutai e Kiprop. Da non sottovalutare i giapponesi Ishikawa, Kitajima e Sasaki oltre a tanti possibili altri outsider.

 

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