Atletica, Olimpiadi Rio 2016 – Alex Schwazer: “I miei sacrifici non possono essere stati vani”

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Sabato 6 agosto, primo giorno di gare alle Olimpiadi di Rio 2016, Alex Schwazer partirà per il Brasile. Sarà un viaggio verso l’ignoto. L’altoatesino coltiva dentro di sé la segreta speranza di poter prendere parte ai Giochi, ma è conscio che potrebbe anche rimanere un semplice spettatore dell’evento.

Tutto si deciderà nell’udienza prevista dinanzi al TAS il prossimo 8 agosto. Il dibattimento potrà durare anche oltre un giorno, ma la sentenza, una volta ultimato, arriverà entro 24 ore. I tempi sono strettissimi. Schwazer vorrebbe prendere parte alla 20 km del 12 agosto. Mal che vada, avrebbe comunque l’amata 50 km il 19. Speranze, dubbi, supposizioni. Ansia ed un attesa snervante, opprimente. Con questo stato d’animo Schwazer si appresta a raggiungere il Sud America ed ha voluto riassumerlo in una lettera pubblicata sulla sua pagina Facebook.

Cari amici,
il 6 agosto parto per Rio.
Su richiesta della IAAF l’8 agosto avrò un’udienza davanti al TAS per ottenere in un paio di giorni il giudizio che decide definitivamente se potrò o meno partecipare alle Olimpiadi.
Non so cosa pensare.
La confusione di queste settimane è stata tanta e devo dire che è veramente dura mantenere un equilibrio che permetta di affrontare una Olimpiade in questa situazione.
Sempre che io possa affrontarla.
Non riesco a pensare, dopo tutto quello che ho fatto per dimostrare a tutti che potevo tornare a combattere, di arrivare fisicamente a Rio e non avere la possibilità di scendere in pista.
Non posso pensare che tutto il lavoro svolto negli ultimi mesi, tutti i controlli a cui mi sono sottoposto, non siano serviti a nulla.
All’udienza cercheremo di sostenere la mia innocenza verso le accuse che nelle ultime settimane mi sono state rivolte mostrando l’assoluta linearità di tutti i controlli ematici ed ormonali a cui mi sono sottoposto.
Rinnovo i miei ringraziamenti a tutti i professionisti per la determinazione e la passione con cui hanno lavorato e stanno lavorando per me.
E per il resto… aspetto.

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