Arenata dopo la Grande Illusione. Italia, serve reagire

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I primi tre giorni delle Olimpiadi di Rio 2016 ci avevano illuso. Podi a grappoli, 3 ori e l’Italia fianco a fianco delle grandi potenze mondiali. Sembrava tutto bellissimo, forse troppo. Si era generata la speranza che la spedizione azzurra potesse superare i propri limiti e proiettarsi ben oltre le proiezioni iniziali della vigilia.

Le ultime tre giornate, invece, ci hanno riportato bruscamente sulla terra. Sono iniziate a susseguirsi le controprestazioni e, sovente, hanno deluso proprio gli atleti più attesi: Federica Pellegrini, Arianna Errigo, Petra Zublasing, Sara Errani-Roberta Vinci. Lo stesso canottaggio, così brillante tra batterie e semifinali, si è sciolto sul più bello ed il pur superlativo bronzo di Marco Di Costanzo e Giovanni Abagnale nel due senza non può soddisfare appieno le aspettative che si erano create. Come a Londra 2012, inoltre, è iniziato a materializzarsi nuovamente l’incubo dei quarti posti, già cinque fino ad ora (Pellegrini, squadra di tiro con l’arco femminile, doppio senior e 4 senza pl canottaggio, Zublasing, oltre alla quinta piazza di Matteo Marconcini nel judo).

L’Italia si trova dunque decima nel medagliere, con la Francia pronta al sorpasso e nazioni come Giamaica (atletica) e Cuba (pugilato) che nei prossimi giorni inizieranno a far paura. Come già detto ieri, bisognerà fare corsa sulla sempre più lanciata Ungheria per restare nella top10, con i magiari che questa notte, molto probabilmente, vinceranno un altro oro con Katinka Hosszu nei 200 dorso e arriveranno a 6 complessivi. Per il Bel Paese, ora come ora, arrivare a quota 8-9 medaglie del metallo più prezioso appare un’impresa titanica. Molto più fattibile un numero di 6-7, ma a quel punto si tornerebbe indietro a Barcellona 1992, ultima edizione con gli azzurri fuori dalle prime dieci.

Il rischio, dunque, è che i tre giorni iniziali di questa Olimpiade possano venire ricordati come quelli della Grande Illusione. Successivamente l’Italia non si è ridimensionata, bensì è tornata ad esprimere un rendimento in linea con il suo potenziale attuale, in media con le fatidiche 20-25 medaglie che indicavano le proiezioni della vigilia.

Le occasioni per reagire non mancano, ma iniziano drasticamente a diminuire. Sarebbe importante un ultimo colpo di coda da parte di scherma e tiro a volo per ridare slancio all’intera compagine, in attesa di un’ultima settimana dove conterà molto il rendimento di volley e pallanuoto.

federico.militello@oasport.it

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