Vela, Roberta Caputo: “Volevo curare i brufoli con una crema, non sapevo di doparmi”

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Dopo essere risultata positiva al Clostebol Metabolita in un controllo anti-doping a sorpresa disposto dalla Nado Italia, la velista Roberta Caputo ha visto sfumare il sogno di partecipare alla sua prima Olimpiade nella classe 470, dove sarà sostituita da Elena Berta.

La 23enne campana ha fatto ricorso al proprio profilo Facebook per spiegare l’accaduto. Una vicenda quasi paradossale, con l’azzurra che ha pagato un’ingenuità a carissimo prezzo: “Meno di 20 giorni al segnale di partenza: la barca è perfetta, il team è pronto, mancano gli ultimi dettagli…ma qualcosa stamattina (ieri, ndr) è andato storto: arriva la chiamata dell’antidoping da Roma, sono le 9:00 qui a Rio, mi comunicano la positività del test effettuato il 6 luglio, a Napoli. Torno in hotel per cercare di capirci qualcosa, dopo meno di un’ora il mio nome era già stato cancellato dall’elenco iscritti delle Olimpiadi, dopo altri 20 minuti sono stata sostituita. Difficile da credere, ma questa è la procedura.
Sono risultata positiva alla sostanza clostebol metabolita: anabolizzante contenuto in un medicinale da banco chiamato trofodermin, comune cicatrizzante per ferite e ulcere. Ho comprato questa crema per curare dei segni di brufoli che mi erano venuti in faccia, ero totalmente ignara del suo stato dopante, è successo agli inizi di giugno (Weymouth) non ero ancora nel programma nazionale antidoping, ma i residui della sostanza sono rimasti vivi nel mio corpo fino al controllo di luglio…
Ho provato a spiegare in tutti i modi la mia innocenza, e ho provato a contestualizzare la mia posizione di atleta nuova nel programma Nado ma niente da fare, la legge è uguale per tutti e non ammette ignoranza”.

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Foto: Federvela

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