Tuffi, l’incognita vento su Cagnotto-Dallapè: “Speriamo di no. A Rio la gara della vita”

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BOLZANO – Vincono Tania Cagnotto e Francesca Dallapè, 289.92 punti nell’ultima uscita prima delle Olimpiadi di Rio 2016, ma nella prima giornata del Grand Prix di Bolzano è il vento il vero protagonista. Fa freddo (ma domani e domenica la temperatura dovrebbe alzarsi) e, soprattutto, tira un’aria pungente che disturba gli atleti dal primo tuffo dell’eliminatoria all’ultimo della finale. Le azzurre, come tutti del resto, ne rimangono condizionate e sporcano le ultime due rotazioni, triplo e mezzo avanti carpiato (59.52) e doppio e mezzo ritornato carpiato (59.40).

Per questo la bolzanina commenta a fine gara: “Non è di certo un gran punteggio. Abbiamo vissuto una situazione quasi inedita a causa del vento, ma è andata comunque bene. In vista di Rio mancano da sistemare alcuni dettagli, ma speriamo che non ci sia questo vento“. A entrare più nel merito tecnico del problema è la trentina: “Le folate disturbano la concentrazione soprattutto nel presalto, che già di per sé è un momento delicato del tuffo. E’ stato difficile adattarsi, non tanto al freddo quanto proprio al vento e alla luce del tardo pomeriggio. Non era mai successo“.

La questione vento e clima è quanto mai importante in vista delle Olimpiadi perché il Maria Lenk Aquatic Center che ospiterà le gare a cinque cerchi è un impianto scoperto. Ad agosto in Brasile sarà inverno (ma comunque temperato, intorno ai 24-25°C di massima secondo le previsioni), mentre la Coppa del Mondo disputata a febbraio e valevole come ultima tappa di qualificazione era stata calda e, soprattutto, molto piovosa. Eppure i precedenti sorridono al duo magico italiano che cerca una medaglia (alla portata) per riscattare il quarto posto di Londra 2012: anche i Mondiali di Roma 2009 e quelli di Barcellona 2013 si disputarono outdoor – con grande caldo, però – e arrivarono due argenti sempre alle spalle della Cina.

Anche il ct Giorgio Cagnotto indica il vento come maggior variabile responsabile della prestazione odierna, condizionata anche dai carichi di lavoro e parecchio distante dagli altri punteggi stagionali (in gare comunque più importanti come World Series ed Europei, tutte positive con un oro, tre argenti e un bronzo), mentre l’allenatrice di Francesca Dallapè, Giuliana Aor, è più drastica e si limita a incrociare le dita in vista del Brasile. Un’ultima battuta la concede ancora Tania: “A Rio, nella mia quinta e ultima Olimpiade, cercherò di assaporare ogni emozione, perché poi mi mancheranno. Sarebbe bello chiudere in bellezza, voglio disputare la gara della vita e tenermela come ricordo. Poi verrà quel che verrà“. “Tremeranno le gambe, sì – chiosa la fedele compagna – ma vogliamo dall’acqua contente e senza rimpianti“.

 

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francesco.caligaris@oasport.it

Twitter: @FCaligaris

Foto: Francesco Caligaris

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