Tour de France 2016: numero di Cummings! Nibali rimbalza, tra i big crolla Pinot

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La montagna che partorisce il topolino, come spesso capita. L’esordio del Tour de France sui Pirenei, 162 chilometri da L’Isle-Jourdain a Lac de Payolle, si è risolto con una tappa entusiasmante nella lotta al successo parziale, mentre tra gli uomini di classifica nessuno ha voluto testare la gamba degli avversari nonostante la sorpresa di un Thibaut Pinot clamorosamente staccato sul Col d’Aspin. La vittoria, con un arrivo maestoso in solitaria, è andata a Stephen Cummings, all’attacco tra gli altri con Nibali prima di staccare tutti e prendersi un successo d’alta scuola.

Fuga ambitissima e molto corposa, che si è formata dopo oltre un’ora di gara di scatti e inseguimenti. A comandare la frazione, una lunga attesa del Col d’Aspin, in 29: Vasilj Kiriyenka (Sky), Gorka Izagirre (Movistar), Vincenzo Nibbali, Alexey Lutsenko (Astana), Jan Bakelants, Alexis Vuillermoz (Ag2r La Mondiale), Paul Martens (LottoNL – Jumbo), Fabian Cancellara (Trek – Segafredo), Oliver Naesen (IAM Cycling), Alex Howes, Sebastian Langeveld (Cannondale – Drapac), Greg Van Avermaet (BMC), Stephen Cummings (Dimension Data), Paul Voss (Bora – Argon18), Kristjan Durasek (Lampre – Merida), Jurgen Roelandts (Lotto Soudal), Sylvain Chavanel (Direct Energie), Tony Martin (Etixx – QuickStep), Daniel Navarro, Daryl Impey (Orica – BikeExchange) , Pierre-Luc Perichon (Fortuneo – Vital Concept), Tsgabu Grmay (Lampre – Merida), Antoine Duchesne (Direct Energie), Simon Geschke (Direct Energie), Borut Bozic, Luis Mate (Cofidis), Angel Vicioso (Katusha), Jasper Stuyven (Trek- Segafredo) e Matti Breschel (Cannondale).

Il gruppo, pur concedendo il proprio benestare all’azione, ha lasciato un discreto margine ai fuggitivi, tra cui era presente la maglia gialla di Van Avermaet e uno dei favoriti della vigilia come Nibali, già attardato però in classifica dopo la quinta tappa. Il Team Sky ha preso il comando del plotone limitando il margine degli attaccanti, rimasti sempre sui 4-5′ mentre i fuggitivi si davano cambi regolari. In vista dell’Aspin, i fuggitivi hanno perso l’accordo ma questo li ha portati ad aumentare l’andatura e risollevare il margine di vantaggio.

Il primo attacco l’hanno portato Navarro, Brechel e Duchesne, cui hanno risposto in tanti ma sopratutto Cummings, che ha dimostrato ancora una volta di poter tenere un altissimo ritmo in pianura attaccando la salita decisiva con una trentina di secondi di margine sul gruppo di Nibali e Van Avermaet. Questo piccolo gap, nonostante l’inseguimento pancia a terra di Nibali che è rimasto solo con Navarro ed Impey a ruota, è andato via via crescendo con il passare dei chilometri in una cavalcata già vista spesse volte in passato da parte sua con le incredibili doti di passista e regolarista su tutti i terreni confermate una volta di più. Alle sue spalle Nibali ha anche perso contatto dai due compagni d’avventura, crollando al primo cambio di ritmo in un copione già visto in questo 2016.

Nel gruppo dei migliori si è configurata una situazione di “no contest” tra i big, ma nonostante un ritmo blando e comparabile con quello di Cummings, Thibaut Pinot (FDJ) è andato in netta crisi e ha perso terreno rispetto al resto del gruppo, con i treni delle squadre a controllarsi senza affondare nel primo giorno di un trittico molto impegnativo sui Pirenei. Solo a meno di due chilometri dalla conclusione ha attaccato la maglia bianca Julian Alaphilippe (Etixx-QuickStep), che è andato a riprendere Domenico Pozzovivo (AG2R) fuoriuscito a metà salita con Pantano (Iam Cycling). Questo tentativo è stato però rintuzzato dal Team Sky, che si è riportata sulla coppia italo-francese in concomitanza dello scollinamento con una sola ma brillante accelerazione.

Stephen Cummings ha vinto la tappa con 1’05” di vantaggio su Impey e Navarro, terzo, mentre Nibali ha pagato quasi 2′ dal vincitore di giornata. Per l’atleta della Dimension Data si tratta del secondo successo della carriera in due anni, entrambi maturati nelle ultime due edizioni della Grande Boucle. Ai piedi del podio ha chiuso Van Avermaet, mentre il gruppo è stato clamorosamente rallentato dall’arco dell’ultimo chilometro ed è arrivato sul traguardo in parata senza ostilità concedendo dell’ulteriore vantaggio alla maglia gialla che però domani dovrebbe crollare definitivamente. Pinot ha perso invece un 2’30” dai diretti rivali per il podio.

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gianluca.santo@oasport.it

Twitter: Santo_Gianluca

Foto: Twitter Tirreno Adriatico

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