Tour de France 2016: fanta-Froome spiazza tutti, il robot è un ricordo?

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È sempre stato considerato un automa, un semplice esecutore di ordini proferiti dall’alto, schiavo delle radioline e del famoso “Stem”, il misuratore di potenza. Per gli scettici, Chris Froome oggi ha spezzato anche questo tabù con una vittoria da primo della classe nell’ottava tappa del Tour de France 2016. 

Con due Maglie gialle in bacheca, il britannico del Team Sky si è presentato all’edizione 103 della Grande Boucle con l’obiettivo del tris. Percorso impegnativo ed esigente fino all’ultimo giorno con una terza settimana che non lascerà tregua agli atleti. Sulla carta proprio Froome potrebbe pagare dazio rispetto a Nairo Quintana in questo frangente e il suo attacco odierno potrebbe essere nato anche in previsione di quanto lo attende tra una decina di tappe.

L’approccio di Froome, oggi, è sembrato quello di un corridore pronto a gettare il cuore oltre l’ostacolo, conscio che l’avversario è al suo livello e che ogni vantaggio, anche marginale, potrebbe risultare fondamentale sotto l’Arco di Trionfo a Parigi. E allora ecco lo scatto che nessuno si aspettava, portato nel momento giusto e con una scelta scenica (e di tempo) perfetta, con Quintana pochi metri più indietro e incapace di reagire in prima persona. Un’improvvisazione ponderata, 23” che fanno bene alla classifica quanto al morale e una maglia gialla come premio, oltre il successo parziale.

Chris Froome è sempre stato criticato e non poco per un atteggiamento tattico banale e lineare, il minimo indispensabile per vincere supportato da una squadra come quello che l’ha scortato oggi fino alla cima del Peyresourde, ultima ascesa di giornata. Ora Froome sa che il minimo indispensabile non basta più e ha bisogno anche di queste piccole cose, che stupiscono perché non siamo mi stati abituati a vederne. Una scelta coraggiosa, in ogni caso. Froome si è esposto ad eventuali cadute e alla fatica quando ancora non c’è stato il primo vero arrivo in salita, ha dato il colpo di reni sul traguardo per guadagnare ogni centimetro disponibile e dopo l’arrivo sembrava contento come un bambino, soddisfatto per aver dimostrato a se stesso e al mondo di poter correre e vincere da artista della bicicletta.

Nella speranza che tutti riescano finalmente ad apprezzare un corridore che ama il suo lavoro e che lascia sempre ogni briciola di energia per strada per arrivare agli obiettivi che si è prefissato. In questo senso, e non solo, è da standing ovation. 

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gianluca.santo@oasport.it

Twitter: Santo_Gianluca

Foto: Facebook Team Sky

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