Tour de France 2016: Fabio Aru, podio ancora possibile?

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Ripartito il Tour de France dopo il giorno di riposo a Berna. Oggi si è svolta la 17ma tappa, con start proprio dalla capitale elvetica e arrivo sulla durissima salita di Finhaut-Emosson. Primo vero assaggio di Alpi dunque per la Grande Boucle, ma purtroppo non si sono visti gli attacchi e lo spettacolo che aspettavamo: il Team Sky sta chiudendo la corsa come meglio può e non sta lasciando spazio agli avversari.

In casa Italia ovviamente affidiamo tutte le nostre carte a Fabio Aru per riscattare due settimane fino ad ora davvero deludenti. Non sono arrivati successi o podi di tappa e il decimo posto (fino ad oggi) del sardo in classifica generale non poteva essere soddisfacente. Al suo primo Tour il sardo, come annunciato alla vigilia, punta il podio. Ancora possibile questo obiettivo quando mancano soltanto tre tappe (oltre alla passerella di Parigi) alla fine? 

Il distacco di 5’35” ha già chiuso il discorso in chiave vittoria, ma c’è poco da sorprendersi: Froome ha la maglia gialla già cucita sulla pelle e soltanto un grave errore o una crisi clamorosa potrebbe strappargli il trofeo finale. Aru dista dal podio invece 2’44”, con il terzo posto che è occupato al momento dalla sorpresa britannica Adam Yates. La condizione del corridore italiano sembra essere in crescendo: sia tre giorni fa che oggi ha provato a scombinare i piani con la squadra, senza però riuscire a dare la stoccata finale. L’Astana, guidata dal solito fenomeno chiamato Beppe Martinelli, con la tattica non sta sbagliando nulla: manca però ancora qualcosa nelle gambe del capitano. La cronometro di domani a Megeve non è proprio l’arma in più nella tasca di Aru: il sardo soffre le prove contro il tempo, ma su una gara di 17 chilometri con un paio di strappi duri potrebbe difendersi al meglio. Poi il gran finale con Saint Gervais Mont Blanc e Morzine: se si vorrà guadagnare sugli avversari bisognerà attaccare nelle dure salite che aspettano i corridori, magari partendo anche da lontano senza limitarsi ad aspettare l’ultima ascesa. 

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gianluca.bruno@oasport.it

Foto: Valerio Origo

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