Tour de France 2016: c’è chi sale e chi scende. Aru, il podio è possibile

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Le cronometro sono spesso considerate come la cartina tornasole della condizione dei ciclisti e in questo senso la prova odierna tra Sallanches e Megève potrebbe risultare indicativa riguardo i possibili sviluppi del Tour de France nelle due tappe che mancano da qui a Parigi. Due frazioni impegnative che potrebbero rivoluzionare la classifica generale.

Dopo un paio di settimane non facili, culminate con le delusioni di Arcalis e della prima cronometro, Fabio Aru è tornato a ruggire. Come sue solito il sardo sembra essersi ritrovato nella parte finale della corsa, crescendo di condizione quando tutti gli altri iniziano ad avere un naturale e fisiologico calo. Nato per correre i grandi giri, Fabio è cresciuto e adesso è tornato a vedere realizzabile l’obiettivo del podio finale, che sembrava essergli sfuggito di mano, con una prova maiuscola.

Se Aru è tornato a sorridere, alcuni suoi avversari hanno mostrato o confermato debolezze già emerse negli scorsi giorni. Bauke Mollema (Trek-Segafredo) dopo aver impressionato nella prima parte di Tour sembra giunto al capolinea: in difficoltà ieri, ha pagato dazio pure oggi. La brillantezza paventata solo pochi giorni fa sul Ventoux è solo un lontano ricordo e questi due momenti di appannamento potrebbero tramutarsi in un’amara delusione nelle ultime due tappe. Nairo Quintana (Movistar), partito con i favori del pronostico quantomeno per contendere la maglia gialla a Froome, fino ad ora ha messo solo in fila cocenti sconfitte e il trend è totalmente negativo per lo scalatore colombiano. Anche Adam Yates (Orica-BikeExchange) ha dato un primo segnale di cedimento: bruttissimo antipasto in vista della due giorni che attende i ciclisti.

Richie Porte e Romain Bardet, invece, hanno dimostrato di avere ancora benzina nelle gambe chiudendo di fatto alla pari con Aru. Escludendo Froome, che per questo Tour è decisamente fuori categoria, il tazmaniano e il transalpino sembrano gli avversari più temibili in ottica podio data la condizione messa in evidenza oggi. Tra di loro sono divisi da soli 3”, con Bardet leggermente più avanti e staccato di poco più di 1′ dalla seconda posizione virtuale, mentre Aru paga 1’07” da Porte. Senza sottovalutare i tre atleti che li precedono citati in precedenza, Aru, Bardet e Porte avranno la necessità di attaccare per arrivare a giocarsi i due gradini del podio alle spalle di Froome.

Per Aru, dunque, esiste ancora la possibilità di girare un Tour de France che fino ad oggi aveva lasciato diversi dubbi. Il vincitore della Vuelta del 2015, però, ha dimostrato che quanto fatto sia nella corsa spagnola che al Giro d’Italia 2015, quando nell’ultima settimana era prepotentemente cresciuto di colpi, non erano stati casi isolati. Da questa certezza può provare a costruire una piccola impresa già alla prima partecipazione alla Grande Boucle sfruttando anche una squadra di prima classe con Nibali e Rosa, tra gli altri, pronti a sacrificarsi per la pausa.

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gianluca.santo@oasport.it

Twitter: Santo_Gianluca

Foto: Valerio Origo

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