Tour de France 2016: Aru, altra delusione. La sua corsa è già finita?

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Tre minuti e ventidue secondi persi da Chris Froome nella cronometro odierna, un ritardo in classifica generale ormai superiore ai 5′. L’esordio al Tour de France di Fabio Aru, per ora, non sta procedendo secondo i piani. La delusione per i risultato di oggi era palese anche nelle sue parole, gli occhi nascosti dietro gli occhiali da sole, durante il defaticamento.

Fabio Aru non era e non poteva essere soddisfatto della sua prova, nella quale ha pagato un passivo importante da tutti gli altri uomini di classifica, anche alcuni che sulla carta potevano avere un rendimento paragonabile o inferiore al suo. Quattro minuti e trenta da Dumoulin, inoltre, sono troppi sopratutto se paragonati al minuto e 53 lasciato sul campo alla Vuelta a España in una crono se possibile ancora più adatta all’olandese, quasi completamente piatta. Per tornare alla Vuelta dello scorso anno, Valverde oggi gli ha inflitto quasi il doppio del distacco pur venendo da un Giro difficilissimo e molto dispendioso dal punto di vista energetico. Se a questo risultato si aggiungono anche le prove opache, ma in crescita, offerte in salita, è chiaro che il sardo potrebbe uscire ridimensionato dalla corsa che avrebbe potuto proiettarlo tra i grandi del ciclismo mondiale dopo una stagione straordinaria come il 2015, in cui ha chiuso secondo al Giro e primo alla Vuelta.

Il 2016, fino ad ora, non gli ha regalato soddisfazioni, eccezion fatta per una tappa vinta al Giro del Delfinato. Per il resto, Aru ha sacrificato l’intera annata per arrivare preparato alla Grande Boucle: per ora i risultati non si sono visti e ha faticato anche contro avversari che in una corsa di tre settimane dovrebbero essere un paio di gradini sotto al suo livello. Il suo Tour è finito? 

No. Perché Fabio Aru non ha mai fallito alcun obiettivo fino ad ora e non pensiamo che inizierà adesso. Perché è tenace e sa soffrire prima di spiccare il volo, ricordare la Vuelta e il Giro per conferma. Perché adesso iniziano le sue tappe. Da vero corridore da Grandi Giri, Aru ha sempre avuto il suo picco nell’ultima settimana. C’è spazio per rimontare, c’è spazio per ribaltare un’inerzia che sembra remargli contro. Serviranno il coraggio e la determinazione, due doti che Fabio senza dubbio possiede.

Oltre a queste, però, Aru dovrà essere supportato anche dalla condizione. Come diceva Gianni Mura: “Saranno poco romantiche le gambe, ma nel ciclismo contano”. 

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gianluca.santo@oasport.it

Twitter: Santo_Gianluca

Foto: Valerio origo

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