Storia delle Olimpiadi: Savino Guglielmetti. Il ‘bocia’ milanese che si scoprì ginnasta cadendo dal 4° piano

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L’Italia ha fatto registrare il suo migliore medagliere olimpico assoluto (2° posto) in occasione dei Giochi di Los Angeles 1932: 12 ori, 12 argenti e altrettanti bronzi, per un totale di 36 metalli conquistati in nove diverse discipline. Nella storia azzurra a Cinque Cerchi, solo a Roma ’60 fu raggiunto lo stesso numero di medaglie complessive.

Contribuì con due ori, al raggiungimento di quello straordinario risultato nel lontano, leggendario Golden State a stelle e strisce, un ventenne di Milano chiamato Savino Guglielmetti. Il bocia milanese aveva scoperto le sue qualità ginniche a undici anni quando, cadendo dal quarto piano, era riuscito ad avvinghiarsi ai fili del telefono all’altezza del secondo piano e, a forza di braccia, si era portato in salvo, tra il terrore stampato sui visi degli increduli presenti e le sirene assordanti dei pompieri giunti per sottrarlo alla morte…

Guglielmetti ha partecipato a tre edizioni dei Giochi Olimpici estivi (1932, 1936 e 1948) ma, senza la doppia interruzione causata dalla II Guerra Mondiale, avrebbe preso parte a ben cinque kermesse a Cinque Cerchi; solo il bulgaro Yordan Yovchev è riuscito a fare meglio, nella storia della ginnastica maschile (6 presenze).

Vinse due ori a Los Angeles ’32, si diceva: il primo giunse nel concorso generale a squadre, insieme a Romeo Neri, Mario Lertora, Oreste Capuzzo e Franco Tognini, mentre due giorni dopo ci fu il bis individuale al volteggio. Nella stessa competizione si classificò quinto nel concorso generale individuale e decimo alle parallele (vinti entrambi dal nostro Romeo Neri), undicesimo alla sbarra e ventiduesimo al corpo libero. Nel 1935 fu Campione Italiano assoluto nel concorso generale individuale e conquistò anche i titoli di specialità al cavallo con maniglie, alle parallele, agli anelli e alla sbarra. Nel 1936, si riaffermò al cavallo, alle parallele e agli anelli.

Alle Olimpiadi di Berlino ’36 la squadra italiana, pur soffrendo dell’infortunio occorso a Romeo Neri, si classificò al quinto posto; Guglielmetti fu dodicesimo nel concorso generale individuale, nono alle parallele, tredicesimo al volteggio, quattordicesimo agli anelli, ventesimo al cavallo e trentesimo alla sbarra. Si laureò Campione Italiano assoluto nel concorso generale individuale per quattro anni consecutivi (1937, 1938, 1939, 1940), conquistando i titoli di specialità al volteggio, alla sbarra e alle parallele, nel 1939, e nel 1940, confermò questi ultimi aggiungendovi la medaglia d’oro al cavallo.

Nel 1940, a causa degli eventi bellici, dovette rinunciare alla partecipazione ai Giochi della XII Olimpiade che avrebbero potuto essere quelli della sua consacrazione; anche quattro anni dopo rimase a casa per lo stesso, drammatico motivo. Si rifece parzialmente all’interno dei confini italici, aggiudicandosi i titoli di specialità alle parallele, agli anelli, al volteggio (nel 1942), alle parallele (nel 1946) e ancora alle parallele, al volteggio e al cavallo, nel 1947.

Ma Savino Guglielmetti era una lottatore nato, testardo e non rinunciò mai al sogno di partecipare alla sua terza rassegna olimpica, infatti riuscì ad essere convocato dalla Nazionale Italiana di Ginnastica per le Olimpiadi di Londra: a quasi trentasette anni, scese in pedana ancora una volta e contribuì al buon quinto posto degli azzurri nel concorso a squadre, classificandosi pure nono alle parallele.

L’eccezionale ginnasta lombardo è vissuto sino all’età di novantaquattro anni, raccogliendo anche da “atleta pensionato” i dovuti riconoscimenti per la sua encomiabile carriera: nel 1998, ad esempio, è stato inserito nell’International Gymnastics Hall of Fame. Nel 2006, subito dopo la sua scomparsa, la storica società di appartenenza – la Pro Patria Milano 1883 – ha allestito per il suo più grande ginnasta un museo che raccoglie coppe, medaglie e trofei, presso la palestra del Centro Tecnico Federale di Ginnastica Artistica. Intitolato a “Savino Guglielmetti”, non poteva essere altrimenti…

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