Scherma, Olimpiadi Rio 2016: la squadra azzurra ai raggi X

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Saranno diciassette gli azzurri che scenderanno in pedana alle Olimpiadi di Rio 2016. Un numero che non porta molta fortuna, ma la scherma italiana è pronta a recitare un ruolo da protagonista anche in Brasile. Qui di seguito le schede di tutti i nostri portacolori.

FIORETTO

Giorgio Avola: sempre presente nel quartetto d’oro alle Olimpiadi di Londra e agli ultimi Mondiali di Mosca. Bronzo europeo in carica e miglior italiano nel ranking mondiale in ottava posizione. Tolto il podio conquistato a Torun come risultato di maggior spessore ha un sesto posto conquistato a San Josè. Nella prova individuale a Rio potrebbe essere uno dei possibili outsider, mentre con la squadra punta ad una medaglia

Andrea Baldini: è l’uomo perfetto per la gara a squadre. Un vero e proprio trascinatore in questo tipo di competizione. A Londra fu uno dei grandi protagonisti dell’oro e anche al Mondiale di Mosca riuscì a ripetere lo stesso copione. Rispetto all’ultima esperienza olimpica non sarà protagonista nella prova individuale.

Andrea Cassarà: quarta partecipazione olimpica per uno dei veterani della scherma azzurra. Una stagione deludente dove non è riuscito a cogliere nemmeno un piazzamento sul podio, chiudendo al 24esimo posto del ranking mondiale. La classe e l’esperienza non mancano al bresciano che nell’individuale potrebbe anche sorprendere ed arrivare sul podio (il livello è altissimo nel fioretto maschile) ed ovviamente sarà uno dei protagonisti del quartetto che punterà all’ennesima medaglia olimpica.

Daniele Garozzo: il 2015 è stato l’anno della sua definitiva esplosione con l’ottimo risultato ai Campionati Europei di Montreux. Nella stagione successiva il siciliano è riuscito a restare su ottimi livelli, anche se è mancato un ulteriore salto di qualità. In Coppa del Mondo ha comunque raggiunto il terzo posto a Bonn. Un risultato che lo proietta nel gruppo dei possibili outsider per una medaglia, risultato che cercherà di ottenere nella prova a squadre.

Elisa Di Francisca: la campionessa in carica non ha nessuna intenzione di lasciare il suo trono, ma il ranking (numero sei) non l’aiuta e il rischio è quello di avere un tabellone durissimo e di affrontare Errigo o Deriglazova già ai quarti di finale. Non ci sarà la gara a squadre e quindi tutta l’attenzione è rivolta a questa gara individuale dove la jesina ha tutte le carte in regola per ripetere la straordinaria cavalcata di Londra 2012.

Arianna Errigo: è la donna da battere. Numero uno del ranking mondiale, dominatrice indiscussa della Coppa del Mondo con quattro successi e il titolo europeo in tasca. Si presenta a Rio con il desiderio di conquistare quell’unico oro che le manca nel suo straordinario palmares (almeno a livello individuale). E’ la favorita numero uno e la medaglia è l’obiettivo minimo.

 

SPADA

Enrico Garozzo: numero due del ranking mondiale, il 2016 è l’anno della sua definitiva consacrazione. Prima vittoria in Coppa del Mondo e altri due piazzamenti sul podio. Si presenta in Brasile con grandi ambizioni sia a livello individuale che con la squadra e l’obiettivo è quello di tornare a casa almeno con una medaglia. Uno dei possibili protagonisti della spedizione azzurra a Rio.

Marco Fichera: il suo ruolo sarà determinante soprattutto nella prova a squadre, visto che nell’individuale le possibilità di raggiungere una medaglia sono davvero nulle. L’obiettivo è però ottenere un buon risultato in vista proprio della gara a squadre dove l’Italia crede nel podio.

Paolo Pizzo: è la seconda punta di diamante della spada maschile azzurra. Dal siciliano ci si può attendere davvero di tutto, anche che riesca in un clamoroso exploit nell’individuale. L’obiettivo però è fare benissimo con la squadra, nella quale Paolo ci ha sempre creduto anche quando la qualificazione olimpica sembrava disperata e il Brasile lontanissimo.

Andrea Santarelli: è il quarto uomo, ma avrà comunque un ruolo importante e difficile, perchè dovrà farsi trovare pronto all’occorrenza. La squadra avrà bisogno anche del suo apporto per cullare il sogno della medaglia.

Rossella Fiamingo: è l’unica spadista azzurra alle Olimpiadi, dopo la clamorosa e cocente mancata qualificazione della squadra. Avrà grandissima pressione sulle spalle, perchè è la “donna dei grandi appuntamenti”. Due ori consecutivi ai Mondiali la proiettano tra le favorite per il successo olimpico, ma la siciliana dovrà dimostrare di avere quella forza mentale che l’ha contraddistinta nelle due rassegne iridate.

 

SCIABOLA

Aldo Montano: si è chiuso il capitolo riguardante la spada con una donna da grandi appuntamenti e si apre quello della sciabola con un “garista” per eccellenza. Il livornese si presenta a Rio con due vittorie in stagione in Coppa del Mondo, ma con l’incognita dello stop per l’operazione alla spalla. Un vero combattente ed un guerriero che cederà solo all’ultima stoccata. Ci si può aspettare l’ennesima impresa della carriera.

Diego Occhiuzzi: a Londra riuscì a centrare quello che fino ad ora è stato il miglior risultato della carriera (almeno individualmente), ma quell’argento è difficilmente ripetibile. Una stagione in chiaroscuro e nella quale alla fine ha vinto la lotta con Luca Curatoli per un posto a Rio. L’esperienza non gli manca e magari con anche un pizzico di fortuna nulla può essere precluso.

Ilaria Bianco: sarà impegnata solo nella prova a squadre, dove comunque l’Italia ha davvero pochissime velleità di centrare un posto sul podio. Ha esperienza e può aiutare le compagne più giovani, ma è davvero un’impresa che appare impossibile.

Rossella Gregorio: il podio nella sciabola femminile sembra già essere monopolizzato dal trio Velikaya, Kharlan e Zagunis. La campana spera di ricoprire il ruolo della sorpresa, sfruttando qualche buco nel tabellone, ma ci vuole davvero la gara della vita per conquistare una medaglia che appare molto improbabile.

Loreta Gulotta: parteciperà sia all’individuale che alla prova a squadre, ma ancora di più delle altre compagne le possibilità di una medaglia sono pari allo zero. L’obiettivo è quello di una buona prova singola e poi di dare il suo contributo alla squadra.

Irene Vecchi: vale lo stesso discorso fatto per Rossella Gregorio. La toscana è salita sul podio in Coppa del Mondo in stagione e probabilmente è la miglior carta che l’Italia si gioca nella sciabola femminile. Dovrà essere la leader di una squadra che tenterà l’impresa.

 

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Foto da: Augusto Bizzi/Federscherma

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