Nuoto, Trials olimpici Usa: tanti fuochi d’artificio in Nebraska. Phelps, Ledecky e ‘soci’ sono pronti per Rio

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Nella nottata italiana si sono conclusi i Trials olimpici di nuoto made in Usa e i riscontri interessanti non sono certo mancati. La vasca di Omaha (Nebraska) è stata teatro di fuochi d’artificio in acqua che promettono di essere ancor più spettacolari in vista di Rio 2016. La selezione stelle e strisce è pronta per stupire e far valere il ruolo di nazionale dominante anche in piscina. Andiamo dunque ad analizzare ciò che questa manifestazione ha messo in evidenza.

PHELPS E LEDECKY LEADER DELLA SQUADRA

Non una grande sorpresa direte voi. Tuttavia, è un fatto che in Nebraska gli atleti che più di chiunque altro hanno recitato il ruolo dei protagonisti sono stati Michael Phelps e Katie Ledecky. Tre successi per entrambi nelle specialità che li hanno visti impegnati (100-200 farfalla e 200 misti per Phelps / 200-400-800 stile libero per la Ledecky) certificano il peso specifico delle loro prestazioni seppur con storie diverse. Lo squalo di Baltimora era reduce da uno stop, problemi personali che ne avevano anche messo in dubbio la permanenza in squadra, come l’assenza nei Mondiali di Kazan 2015 conferma. Nonostante Michael sia l’atleta più titolato al mondo nei Giochi Olimpici e, forse, il migliore di ogni tempo, ha dovuto rimettersi a lavorare con impegno ed umiltà. L’appuntamento dei Trials era quindi una tappa di verifica importante, l’ultima in suolo americano per il 31enne statunitense. I riscontri cronometrici sono stati decisamente buoni: 51″00 nei 100 farfalla (2° crono al mondo), 1’54″84 nei 200 farfalla (6° crono al mondo) ed 1’55″91 nei 200 misti (2° crono al mondo). Ora nella piscina a 5 cerchi Phelps si tufferà a caccia di nuovi record per scrivere nuove pagine di storia. Con lo stesso intento, gareggerà anche la Ledecky, assolutamente dominante nello stile libero e determinata a confermare la sua egemonia. Nei 400 ed 800 stile libero sembra che l’oro olimpico sia già assegnato. Il 3’58″98 (400 metri) ed l’8’10″32 sarebbero tempi che tranquillamente potrebbero portare la 19enne americana sul podio più alto senza troppa fatica. Discorso diverso nei 200 laddove, forse, la concorrenza appare più agguerrita e l’1’54″88 nuotato ad Omaha lascia spazio alle avversarie (Federica Pellegrini una tra queste col suo 1’54″55) seppur il fenomeno statunitense sembra avere dei margini superiori rispetto al resto del mondo.

ADRIAN, JAEGER, FRANKLIN E LOCHTE PER SORPRENDERE AI GIOCHI

Doppiette nei 50-100 stile libero per Nathan Adrian e nei 400-1500 stile libero per Connor Jaeger con riscontri cronometrici da tenere in considerazione. Il campione olimpico della gara regina di Londra 2012, ha confermato le sue grandiose qualità nelle due vasche stampando un 47″72 (seconda prestazione dell’anno) ed ha suggellato la propria prepotenza fisica anche nei 50 metri, regolando di un solo centesimo Anthony Ervin col tempo di 21″51 (terza prestazione dell’anno). Risultati che confortano Adrian, in vista della sfida in Brasile, annoverandolo tra i papabili alle medaglie. Un discorso simile riguarda anche Jaeger, vittorioso in 3’43″79 (terzo tempo dell’anno nei 400 metri) tra i pretendenti al podio olimpico e in lotta col nostro Gabriele Detti e molti altri per questo obiettivo. Un Connor più convincente nelle 8 vasche che nei 1500 metri dove il 14’47″61 vale all’americano “solo” il quarto riscontro dell’anno. Non va però sottovaluto lo statunitense nella gara che vede il nostro Gregorio Paltrinieri, in vetta all’ordine dei tempi 2016. Evoluzione in positivo che si aspetta Missy Franklin, non qualificata clamorosamente nei 100 dorso (campionessa olimpica in carica) e col pass nei 200 stile libero e 200 dorso grazie a due secondi posti. Una Franklin non brillantissima dunque che vuol trovare a Rio quelle sensazioni capaci di portarla a competere ai massimi livelli. Ragionamento simile che riguarda Ryan Lochte, non al meglio in queste selezioni, ma comunque in grado di qualificarsi sia nei 200 misti che per la staffetta 4×200. La classe cristallina di Lochte non si discute e siamo certi che a Rio ne darà un saggio.

IL DORSO E LA RANA SU LIVELLI STELLARI

Ciò che più ha impressionato nel corso di questi Trials è il livello di alcune gare, nella loro densità. Ebbene tra queste, le specialità della rana e del dorso sono state stellari, soprattutto guardando al settore maschile. Nei 100 rana uomini il successo di Kevin Cordes in 59″18 (in semifinale nuotato 58″94 nuovo primato americano della distanza) è un chiaro messaggio ad Adam Peaty, leader della graduatoria mondiale in 58″36, che gli Usa sono pericolosi. Una velocità che, se possibile, si fa ancor più rilevante nelle quattro vasche dove l’astro nascente Josh Prenot ha stampato un 2’07″17 (nuovo primato stelle e strisce a soli 16 centesimi dal record del mondo). Prestazione incredibile che fa il paio con quella del citato Cordes, autore nella medesima distanza di un 2’08″00. Tra le donne è Lilly King a stupire, con il suo 1’05″20, miglior tempo dell’anno, nei 100 rana. Tempi da urlo, come detto, riscontrabili anche nel dorso dove il sig. Ryan Murphy ha messo in mostra uno stile ed una qualità natatoria incredibile. Nei 100 metri Murphy ha battuto in una battaglia all’ultimo sangue David Plummer toccando la piastra in 52″26 con 2 centesimi di vantaggio su Plummer. In generale uno standard prestativo dei finalisti notevolissimo con l’oro olimpico Matt Grevers non qualificato ma terzo in 52″76. Nei 200 dorso, secondo sigillo per Ryan in 1’53″95. Il campione del mondo Mitchell Larkin è, dunque, avvisato.

LE STAFFETTE UNA CERTEZZA

L’ultimo dato che vogliamo evidenziare riguarda le staffette. Non è certo un qualcosa di sorprendente ma i Trials hanno mostrato davvero tanti atleti su un livello eccezionale che sono quasi garanzia di successo nelle prove a squadre.

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giandomenico.tiseo@oasport.it

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Foto: Deepbluemedia

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