Nuoto, Olimpiadi Rio 2016: Mack Horton, pronto a prendere l’eredità di Thorpe ed Hackett?

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La XXXI edizione dei Giochi Olimpici di Rio sarà una rassegna dai tanti significati e senza dubbio avrà nel nuoto, programmato nella prima settimana, una parte essenziale del darsi agonistico a Cinque Cerchi. In questo senso, nelle tante storie che si legano l’una con l’altra, trovando il loro punto di incontro nella vasca dell’Olympic Aquatics Stadium di Rio De Janeiro, focalizziamo la nostra attenzione su uno degli atleti più attesi che, pur giovanissimo, è accreditato di tempi importanti. Stiamo parlando del ventenne australiano Mack Horton, autore del primo e secondo crono del 2016 nei 400 e 1500 stile libero. Le sue origini e le specialità in cui sarà impegnato invitano alla seguente domanda: Horton sarà pronto a prendere l’eredità di Ian Thorpe e Grant Hackett, due miti del nuoto oceanico e mondiale?

Difficile rispondere ad un quesito del genere. Di sicuro il mezzofondista “aussie” ha qualità importanti ed i risultati espressi quest’anno parlano da soli. Il 3’41″65 dei 400 stile libero, firmato nel corso dei Trials di Adelaide, è di gran lunga la miglior prestazione dell’anno davanti anche al cinese Sun Yang (3’43″55), campione olimpico in carica e tra i grandi favoriti della vigilia. Tempo che vale a Mack la settima piazza nella classifica all-time, tenendo conto anche dei riscontri cronometrici “influenzati” dall’uso dei cosiddetti “costumoni”, come ad esempio il record del mondo di Paul Biedermann di Roma 2009 (3’40″07). Un risultato che fa dell’australiano un concreto candidato al successo dell’oro a 5 Cerchi nelle otto vasche, punto di congiunzione con Thorpe ed Hackett. L’approccio alla gara del 20enne di Melbourne è quello tipico dei canguri: passaggio estremamente veloce e poi gestione dello sforzo fino alla fine. E’ con questo approccio che i due atleti del passato citati o, andando ancora più indietro nel tempo fino al 1994, Kieren Perkins (oro iridato a Roma e primato mondiale nei 400 stile libero in 3’43″80) hanno dominato la scena. Horton vuol dunque raccogliere questa eredità non solo pensando alla distanza menzionata ma anche ai 1500 stile libero dove dovrà vedersela con il nostro Gregorio Paltrinieri.

Il 14’39″54 delle selezioni olimpiche è stato lungamente la miglior prestazione dell’anno, prima che Greg decidesse di dar libero sfogo a tutti i suoi cavalli a Londra facendo segnare quello strepitoso 14’34″04. Tuttavia, Mack è tra quelli che può scombinare i piani del carpigiano, non solo per il tempo ottenuto nel 2016 ma anche per la modalità: passaggio in 3’50″65 ai 400 metri e 7’46″07 (riscontri inferiori al record del mondo di Sun Yang di 14’31″02) e ritmo eccezionale da subito. E’ lecito aspettarsi che, con una preparazione ancor più calibrata, l’oceanico possa mantenere la velocità fino alla fine, diventando un pericolo per tutti.

Va detto, poi, che Horton arriverà in Brasile anche spinto da un desiderio di rivalsa importante. Già ai Mondiali dell’anno scorso era atteso, con crono notevolissimi nei 400, 800 e 1500 stile libero. Il bronzo delle sedici vasche, alle spalle di Paltrinieri e Sun e l’uscita di scena prematura dalla finale delle altre due distanze menzionate, furono assai deludenti per lui. Per questo, le motivazioni a far bene non mancheranno di certo e chi vorrà fregiarsi del metallo più pregiato dovrà fare i conti con Mack, l’erede designato di Thorpe ed Hackett.

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giandomenico.tiseo@oasport.it

Twitter: @Giandomatrix

Foto: pagina FB Australian Dolphins Swim Team

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