Nuoto di fondo: l’Italia ha un trio competitivo verso le Olimpiadi di Rio 2016

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Un trio competitivo. Rachele Bruni tra le donne, quarta ai Mondiali di Kazan 2015 e vincitrice della Coppa del Mondo nella passata stagione, più Simone Ruffini e Federico Vanelli tra gli uomini. Il primo conta svariati podi internazionali e nel 2016 è – come del resto la toscana – in testa alla classifica generale del circuito di gare Fina; il secondo è salito definitivamente alla ribalta ai recenti Europei di Hoorn (Olanda) con l’argento individuale nella 5 chilometri contro il tempo e l’oro nel team event proprio con Bruni e Ruffini.

L’Italia del nuoto di fondo, dunque, approccia le Olimpiadi di Rio con (dichiarate) ambizioni di medaglia. La speranza più concreta è quella al femminile, perché la Bruni ha voglia di riscattare la beffa russa (bronzo perso in volata contro la brasiliana Ana Marcela Cunha, una delle rivali più agguerrite insieme alla francese Aurelie Muller con cui la toscana ha da poco spartito l’oro continentale nella 10 km) e possiede tutto il talento e la grinta per riuscirci. A conti fatti, da inizio 2015 in poi l’azzurra ha vinto 6 gare su 13 tra Mondiali, evento preolimpico in Brasile, Coppa del Mondo ed Europei e una tale percentuale non può non conferirle lo stato di favorita quanto meno per il podio.

Se la concorrenza al maschile è probabilmente più tosta e i due italiani hanno vissuto un biennio meno monopolizzante da quanto mostrato da Rachele Bruni, Simone Ruffini fa dell’intelligenza in acqua la sua forza extra – non a caso è campione del mondo in carica della 25 chilometri, la maratona che sfianca i muscoli ma ancor prima la testa – e Federico Vanelli ha davanti a sé due strategie opposte che verranno sicuramente discusse insieme al ct Massimo Giuliani, da oltre vent’anni mente pensante del fondo azzurro.

La prima sembrava la più plausibile fino a settimana scorsa: il lombardo avrebbe dovuto lavorare nelle vesti di “gregario” per il più esperto e valido marchigiano. La seconda deriva invece dall’ottimo Europeo disputato dal lodigiano stesso: e se potesse far saltare il banco della 10 chilometri olimpica? Due punte, ovviamente, sono meglio di una. L’affinità è ottima e non c’è rischio di problemi interni. Senza gerarchie l’Italia potrebbe addirittura giovarne: l’olandese Ferry Weertman, lo statunitense Jordan Wilimovsky e tutti gli altri atleti in gara a Rio sono avvisati.

 

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francesco.caligaris@oasport.it

Twitter: @FCaligaris

Foto da: DeeBlueMedia/comunicato Len

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