Golf, PGA Championship: Worthington II è il primo golfista club afroamericano a qualificarsi al Major dopo 25 anni

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Il ricordo di una lezione di golf ottenuta da un maestro speciale come Tiger Woods nella sua fondazione di Columbus, è ancora vivo e vibrante nella memoria di Wyatt Worthington II, allora 13enne: “Credo che si fermò il tempo quando mi bisbigliò dei consigli. Da quel giorno la mia vita è cambiata”.

15 anni più tardi, Wyatt ha centrato la qualificazione per il PGA Championsip, accedendo al field che animerà le quattro giornate del Baltusrol Golf Club. Quel giorno di 15 anni fa, da scolaro, ascoltò i preziosi insegnamenti di un maestro d’eccellenza, oggi invece è insegnante professionista presso il Golf Depot al Central Park di Gahanna (Ohio), come si evince sul portale GolfDigest.

Worthington è diventato il primo golfista club afroamericano a qualificarsi al quarto Major stagionale 25 anni dopo Tom Woodard, entrando a suo modo nella storia. Sesto al PGA Club Professional Championship disputato sul green del Tuning Stone Resort, motivo per il quale parteciperà al PGA Championship, Wyatt quasi non crede realmente di far parte di un evento al pari dei migliori professionisti internazionali: “Sembra che stia vivendo qualcosa al centro tra sogno e realtà. Se ci penso mi manca il fiato”, commenta emozionato.

L’assenza di giocatori afroamericani nel PGA Tour è qualcosa di paradossale visto il dominio recente di Tiger Woods. L’americano, che da poco ha dichiarato di rimandare il rientro al 2017, mancherà tutti i Major, episodio che non accadeva dal 1994. Worthington affiancherà il solo Harold Varner III, golfista che possiede i requisiti per partecipare agli eventi PGA. C’è ancora una notevole carenza di professionisti afro, e Wyatt ne è consapevole: “Spero che la mia storia possa spronare bambini e giovani. Spero che in me trovino una possibile fonte di ispirazione”.

Woodard, ultimo club pro afroamericano a qualificarsi per il PGA Championship nel 1991, raggiungerà Worthington, come numerosi familiari ed amici, per incitarlo e far sì che si senta a casa nel corso della kermesse statunitense, e non spaesato, come quel giorno di 15 anni fa quando il suo maestro si chiamava Tiger Woods.

Foto: Official Twitter PGA

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ciro.salvini@oasport.it

 

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