Golf, PGA Championship 2016: il percorso del quarto Major stagionale

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Mancano ormai meno di 48 ore allo scoccare del quarto ed ultimo Major maschile stagionale. Tutti i migliori golfisti del mondo si sfideranno sul green del Baltusrol Golf Club di Springfield (New Jersey, Stati Uniti), dando vita al PGA Championship. Conosciamo ora le 18 buche che impegneranno gli atleti durante i canonici quattro round della kermesse americana,

PGA CHAMPIONSHIP – LE BUCHE

Buca 1, par 4, 478 yards – L’approccio alla gara è già particolarmente impegnativo. Par 5 per i soci del club, lungo par 4 per i partecipanti al Major, dovrà essere affrontato cercando di evitare i fairway bunkers scoccando un colpo a lunga gittata.

Buca 2, par 4, 377 yards – Classico breve par 4, dove è necessario essere precisi al massimo per evitare gli ostacoli.

Buca 3, par 4, 503 yards – Primo dei numerosi par 4 lunghi ed impegnativi che costituiscono l’asse portante del Baltusrol. Colpo d’approccio fondamentale, reso difficile dagli alberi che ne costeggiano le due fiancate. Bunker situati al termine di una leggera discesa ed un torrente che può indurre alcuni partecipanti a forzare la mano.

Buca 4, par 3, 196 yards – Uno dei più leggendari par 3 del panorama mondiale. Jack Nicklaus ha detto: “Il rischio termina dove inizia il green”. Sintesi perfetta.

Buca 5, par 4, 425 yards – Come per la buca 2, la precisione nel colpo d’approccio è l’elemento richiesto per sperare di ottenere il segno – o quantomeno di pareggiare i conti.

Buca 6, par 4, 482 yards – Uno dei par 4 più esigenti. Approccio cieco a rendere difficile il tutto, bunker posizionati in modo da “accogliere” i colpi meno precisi. Qui ci si gioca già una buona fetta di possibilità.

Buca 7, par 4, 501 yards – Un colpo in più per i giocatori del club, ma duro par 4 per i protagonisti del PGA Championship. Una recinzione sulla sinistra tende a far cercare la destra, costellata però di bunker.

Buca 8, par 4, 380 yards – Il par 4 più corto del percorso. Qui si cercheranno indubbiamente i birdie. Approccio audace ma al contempo preciso, per aggirare il bunker messo a guardia del verde.

Buca 9, par 3, 210 yards – Torna immediatamente il difficile. Poco margine di manovra, il green è protetto da vegetazione e bunker.

Buca 10, par 4, 480 yards – Approccio al verde davvero molto stretto e cieco, con un torrente che rende il tutto più difficile. Una delle buche più infide del Baltusrol.

Buca 11, par 4, 431 yards – Prosegue il trittico terribile. Verde sconnesso ed ondulato, difeso da alberi e bunker. Qui i bogey potrebbero fioccare.

Buca 12, par 3, 218 yards –  Buca recentemente rinnovata per aumentare lo spazio oltre il verde. E’ richiesto un ferro lungo per scavalcare il grande bunker posto a difesa del green, la cui maggior parte non è visibile dalla situazione di partenza.

Buca 13, par 4, 451 yards – Buca che dovrà essere letteralmente tagliata in diagonale da sinistra verso destra. Bunker presenti sulla sinistra, un torrente sulla destra. Una volta che il colpo iniziale è andato a buon fine, l’approccio al green è di routine. Il design di questa buca ha ispirato la 13 dell’Augusta National.

Buca 14, par 4, 430 yards – Rischiare un avvicinamento “a gomito”, può portare al birdie, ma anche ad un grande bunker sulla sinistra. Una conduzione della buca più conservatrice regala più sicurezza ma chance nulle di segno -.

Buca 15, par 4, 453 yards – Green ampio, difeso però da bunker ed alberi. Due iniziali colpi solidi produrranno una buona occasione di birdie.

Buca 16, par 3, 230 yards – Si scende giù da una collinetta che orta dritta al green, quest’ultimo costellato da bunker.

Buca 17, par 5, 649 yards – Inizia l’ultimo assalto al PGA Championshp. Finale pirotecnico con due par 5 insidiosi e spettacolari. Per evitare guai nel primo c’è bisogno di un lungo e preciso drive (secondo colpo) per evitare i numerosi bunker ed entrare in zona green.

Buca 18, par 5, 554 yards – Più breve della buca precedente, questo par 5 è altrettanto ostico. Acqua sulla sinistra e bunker sulla destra rendono irrimediabili anche i minimi errori. La vista del verde fa può essere l’approdo verso la gloria o la fine dei peggiori incubi sportivi.

Foto: Official Twitter PGA

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ciro.salvini@oasport.it

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