F1: i misteri della SF16-H tra problemi di affidabilità e pneumatici non sfruttati

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Doveva essere l’anno della rivincita e della rivoluzione il 2016 in casa Ferrari. Questi, in estrema sintesi, erano i propositi del Presidente Sergio Marchionne e del suo staff. Dopo nove appuntamenti del Mondiale di F1, invece, la situazione è tutt’altro che positiva con le due Mercedes a dominare, in qualunque condizione, e la Rossa a doversi guardare sempre di più da una Red Bull in netta risalita. Che cosa sta mancando dunque alla Scuderia di Maranello per essere davvero della partita con le frecce d’argento?

Evidentemente, le maggiori difficoltà avute dai tecnici ferraristi sono state quelle di sfruttare il potenziale di una vettura nuova in tutte le aree ma, evidentemente, troppo sensibile ai piccoli accorgimenti necessari alla massimizzazione della prestazione. Una SF16-H che, specialmente, nell’ora di qualifica non è mai riuscita ad ottenere la prima fila nonostante le complicazioni di Lewis Hamilton e Nico Rosberg. Dunque, l’aver rischiato così tanto su una monoposto avveniristica senza avere il tempo di conoscerla e provarla a dovere si sta rivelando un limite? Evidentemente si, anche guardando in termini di affidabilità ed, a conti fatti, la Ferrari ha meno punti dell’anno scorso in questa fase della stagione (192 punti 2016 e 211 punti 2015). Ora è chiaro che anche il caso e l’imponderabile ha fatto la differenza come l’incidente di Sebastian Vettel in Russia con Daniil Kvyat oppure l’esplosione dello pneumatico del tedesco nel corso dell’ultimo GP, per via di un detrito (fonte Pirelli).

Tuttavia, è evidente che questa macchina non riesca a sfruttare le gomme come i suoi principali avversari, specie con temperature basse, trovandosi assai svantaggiata nell’ottenimento del tempo. Il cambiamento dello schema delle sospensioni, da pull-rod a push-rod, avrebbe dovuto proprio ovviare a ciò ma nei riscontri in pista non sono arrivate le conferme attese. Nell’ultima gara al Red Bull Ring, ad esempio, si è visto un Kimi Raikkonen, con le gomme soft, riuscire ad avvicinarsi a tempi veloci solo in conclusione della gara.

Ora non resta che attendere le decisioni di Marchionne sui futuri sviluppi nella gestione sportiva. Nell’ultima intervista rilasciata alla Gazzetta dello Sport il numero 1 di Maranello ha fatto capire che ci sarà un processo di rinnovamento in tutte le aree e che questo è già iniziato quest’anno. Mutamenti che potrebbero portare Arrivabene e James Allison, a capo del progetto, lontani dalla Rossa? Solo il tempo saprà darci risposta.

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giandomenico.tiseo@oasport.it

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