F1, GP Ungheria 2016 – gara: Hamilton conquista gara e testa del Mondiale. Ricciardo chiude il podio, Seb 4°

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Nulla di nuovo all’orizzonte, cambio della guardia in testa al Mondiale F1 2016: GP d’Ungheria “antitetico”, quello che si è appena concluso a Budapest. Se gli sviluppi-gara snodatisi sull’Hungaroring non hanno infatti offerto stimolanti fuori programma per ciò che concerne le gerarchie di questo Circus sempre più monocromatico e monocorde (Argento vivo, Rosso spento, Red Bull frizzante, Resto del Mondo quiescente…), la lotta per il titolo, leggasi pure per l’egemonia all’interno del box Mercedes, ha fatto registrare l’annunciato sorpasso “di mezza stagione” da parte di Lewis Hamilton ai danni di Nico Rosberg.

La partenza vede i tentativi di Rosberg e Ricciardo di spodestare Hamilton da una testa della corsa conquistata subito, con decisione e classe (evidentemente, il “furto” subìto ieri ha fatto da stimolante supplementare…); dopo il primo giro, Hamilton guida il trenino, Rosberg, Ricciardo, Verstappen e Vettel a (in)seguire. Raikkonen rimane invischiato nel cuore del plotone.

La prima sosta ai box premia Sebastian Vettel, che scalza Max Verstappen dalla quarta piazza; nulla di nuovo davanti, invece, con Lewis a tenere a bagnomaria il compagno di squadra (oscillante fra il secondo e mezzo e i tre, il vantaggio del britannico sul tedesco). Raikkonen risale prepotentemente la corrente, anche grazie alla scelta “fuori dal coro” di montare le medie.

A metà gara, la Mercedes di Hamilton sembra sempre più il proverbiale gatto che scherza col topo (grigi entrambi…), il buon ritmo della Red Bull di Daniel Ricciardo illude soltanto gli spettatori e lo stesso australiano, il quale deve rinunciare a malincuore all’inseguimento delle imprendibili Frecce d’Argento. Tuttavia, Ricciardo crea qui il solco decisivo fra sé e i tre più credibili concorrenti per il podio (Verstappen e Ferrari).

Le seconde soste ai box non intaccano il dominio Mercedes, anche se il doppiaggio di Ericsson a trequarti gara rischia di far azzerare il vantaggio del Bi-Campione del Mondo in carica sul team mate. Le Red Bull perdono gradualmente colpi rispetto alle Ferrari – finalmente buona la strategia del Cavallino – eppure sia Ricciardo sia Verstappen riescono a difendere, con le unghie, le rispettive posizioni su Vettel e Raikkonen. A dodici giri dalla bandiera a scacchi, parte il mini-segmento più emozionante di tutto il GP: contatto polemico tra Raikkonen (l’inseguitore) e Verstappen, 5°. Fino al termine, l’esperto finlandese bracca il fenomenale olandesino, che da par suo si difende da campione vero, “trucchetti al limite” inclusi…

Intanto, le Mercedes veleggiano, comode, verso la terza doppietta dell’anno, con Hamilton sempre davanti a Rosberg per uno/due secondi massimo; Ricciardo torna sul podio dopo quattro gare di digiuno, seppure Vettel (4°) lo talloni per lunghi tratti. Lewis conquista così tappa e vetta della generale: missione compiuta.

Corollario conclusivo: il GP ungherese ha confermato alla grande la storica teoria secondo la quale se non viene giù un po’ di acqua, sul circuito di Budapest lo spettacolo latita…

L’ORDINE DI ARRIVO

 

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giuseppe.urbano@oasport.it

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