Calcio, Europei Francia 2016: taciturni e vincenti, i Bleus contro il miracolo Islanda

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Non si è parlato tanto della Francia sino a questo momento. Un po’ perché non ha sinora convinto dal punto di vista del gioco, vincendo due partite nei minuti finali e faticando parecchio contro l’Irlanda, un po’ perché nulla trapela dallo spogliatoio transalpino. Merito questo di Didier Deschamps, non certo un maestro di calcio ma capace di gestire al meglio un gruppo che nelle rassegne internazionali precedenti aveva fatto spesso acqua da tutte le parti. Il commissario tecnico che viene da Bayonne, la città basca dove venne ideata la baionetta per ovviare all’assenza di polvere da sparo, è riuscito nell’impresa di mettere fine a quei conflitti tecnici e razziali che in più di un’occasione hanno coinvolto i Bleus. Sono lontani i Mondiali sudafricani che portarono alla cacciata di Anelka e allo sciopero dei compagni di squadra contro il tecnico Domenech. Anche a Euro 2012 le polemiche divamparono con la lite Ben Arfa-Blanc e gli insulti di Nasri ad alcuni giornalisti. A Euro 2016 tutto tace. Niente polemiche, nessun malumore per le scelte talvolta discutibili come quella di lasciar fuori Martial e quella molto probabile che vedrà Umtiti sostituire lo squalificato Rami, lasciando nel dimenticatoio mister 40 milioni Mangala.

CAMALEONTE Come detto anche dal punto del gioco sono parecchi i mugugni verso l’ex juventino. Nessun sistema di gioco fisso e assetto che varia più volte anche nella stessa partita. L’unico punto fermo è la difesa a quattro che vedrà tuttavia contro l’Islanda l’assenza forzata di Rami. Confermati invece Lloris, Sagna, Koscielny ed Evra. La squalifica a centrocampo di Kanté fa pensare a una formazione molto simile a quella che si è vista nel secondo tempo contro gli irlandesi: ovvero Pogba e Matuidi diga di centrocampo e il trio Coman-Griezmann-Payet alle spalle di Giroud. Sembra questa l’opzione migliore per sconfiggere la squadra simpatia di questa rassegna continentale.

I VICHINGHI CERCANO UN’ALTRA IMPRESA Cenerentola di questo europeo, l’Islanda ricorda per molti aspetti la Grecia del 2004. Proprio dodici anni fa i futuri campioni d’Europa guidati dal tedesco Otto Rehagel mandarono a casa Zidane e compagni ai quarti di finale. Ma come può la piccola Islanda ripetere un’impresa simile? Cercando di riproporre e migliorare quello visto sino a ora: compattezza, difesa a oltranza della propria porta e cinismo davanti a Lloris. Quello che è avvenuto contro l’Inghilterra, tenendo presente che difficilmente i francesi perderanno quella solidità mostrata in queste quattro partite. Le rimesse laterali lunghe, i calci piazzati e la qualità messa in campo da Gylfi SigurðssonBirkir Bjarnason sono inoltre un elemento non da sottovalutare per una squadra, anzi nazione, che comunque vada, uscirà tra gli applausi.

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francesco.drago@oasport.it

Foto twitter uefa euro 2016

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