Calcio, Europei Francia 2016: la Germania multirazziale ed internazionale

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La Germania è da sempre considerata una delle nazioni con il maggior e spiccato senso patriottico e nazionalistico, ma è anche vero che la propria squadra di calcio è anche la “più internazionale” del panorama europeo ed anche mondiale. Nel corso degli ultimi anni nelle nazionale maggiore e soprattutto in quelle giovanili si possono trovare tantissimi giocatori nati in Germania, ma con discendenze non propriamente teutoniche. Un lavoro eccezionale quello svolto dalla Federcalcio tedesca, che ha aperto le proprie porte anche ai figli della “seconda o terza generazione”.

“Deutschland, Deutschland über alles, über alles in der Welt” (Germania, Germania, al di sopra di tutto,
al di sopra di tutto nel mondo) recitano le prime righe dell’inno tedesco e mai come in questi anni questo è un concetto che si addice alla squadra di Joachim Low. Un solo grande obiettivo, fare grande il paese in cui si è nati, non importa se la razza o il colore della pelle tra i vari giocatori è diverso, tutti unito per un traguardo comune, che dopo la vittoria del Mondiale diventa quello dell’Europeo.

La Germania ha saputo inserire nel calcio quello che succede in ogni ambito lavorativo, dalla mondo della politica a quello del lavoro, per passare dalla musica alla cultura. Berlino ormai più che una capitale europea è diventata una capitale mondiale, dove si possono trovare cittadini provenienti davvero da tutto il mondo e nella quale si parlano decine e decine di lingue diverse.

Contando solo la nazionale maggiore ai “vecchi” Khedira (origini tunisine), Ozil (turco), Podolski (polacco), Boateng (ghanese), Mustafi (albanese), Gomez (spagnolo) si sono aggiunti il difensore Jonathan Tah (ivoriano), il centrocampista Emre Can (turco), Leroy Sane (senegalese).
Questi rappresentano il futuro della Germania (tutti under 23) e a loro possono aggiungersi altri ottimi talenti dell’Under 21 come Jeremy Toljan, Kevin Akpoguma, Serge Gnabry, Davie Sieke, tutti ragazzi nati in territorio tedesco, ma che hanno genitori e parenti di altra origine.

La Germania ha aperto una strada e ha lanciato un insegnamento che in Italia non abbiamo ancora colto, anzi spesso accade che ragazzi che hanno solamente il colore della pelle diverso dai loro compagni sono discriminati o addirittura considerati non italiani, quando invece si festeggia per i gol e le giocate adesso di Eder e Thiago Motta ed in passato di Camoranesi, che non sono figli del Bel Paese, ma semplicemente naturalizzati.
Il calcio italiano è ancora molto indietro, mentre in altri sport come basket e pallavolo (Awudu Abass e Paola Egonu solo per fare due esempi) hanno già intrapreso una strada, perchè in fondo anche il nostro inno chiama alla battaglia (questa sportiva) tutti i “Fratelli d’Italia”.

 

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Foto da: Twitter Uefa Euro 2016

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