Calcio, Europei 2016: la notte di Portogallo-Francia. Chi sarà incoronato a Parigi?

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Il 2 dicembre 1805, nella cattedrale di Notre Dame di Parigi, Napoleone Bonaparte si autoproclamò imperatore dei francesi. La capitale transalpina è un posto nobile del mondo, città di re e aristocratici, e questa sera è pronta ad accoglierne altri dalla finale di Euro 2016 tra Portogallo e Francia. E’ scontato dire come la città preferisca i padroni di casa, tuttavia il pronostico è più aperto di quel che sembra anche e soprattutto perché, tra le fila lusitane, c’è un principe che più di tutti, per il suo passato, meriterebbe la corona: Cristiano Ronaldo.

Sorpresa? Sì, ma con merito: il Portogallo che non aveva vinto alcun match fino alla semifinale contro il Galles ha sfruttato un tabellone oggettivamente più agevole di quello dei rivali ma vanta un’organizzazione di gruppo che ben spiega il cammino percorso. E’ brutto ma efficace, come spesso e volentieri le manifestazioni “brevi” come Europei e Mondiali richiedono. In più non ha mai vinto, e con il successo della Germania sull’Italia e poi quello della Francia sugli stessi tedeschi, il torneo del 2016 assomiglia un po’ alla grande occasione dei riscatti storici. Solo l’Inghilterra, di cui si parlerà più avanti, ha fallito per l’ennesima volta.

Il 31enne del Real Madrid, che quest’anno ha già alzato la Champions League a Milano, sogna un’altra notte da sovrano con il leitmotiv degli ultimi tempi. E’ infortunato o quanto meno malconcio, si vede, e a tratti rimane totalmente isolato dal gioco. Ma quando si accende, e le occasioni non mancano mai, risulta sempre decisivo. Il suo Europeo è partito in sordina e non è da considerarsi memorabile per la qualità. Il cinismo, invece, sta innalzando ancor di più la sua leggenda: doppietta chiave per evitare l’eliminazione ai gironi contro l’Ungheria, record di 9 gol come Michel Platini e un colpo di testa di pura potenza con il Galles che potrebbe davvero diventare un’immagine-simbolo per le generazioni future. Un imperatore straniero a Parigi?

Ovviamente la Francia farà di tutto per evitarlo. E possiede i mezzi per riuscirci, perché ha accumulato la giusta dose di fiducia partita dopo partita e, dal balbettante 2-1 d’esordio contro la Romania deciso da una magia di Dimitri Payet quasi a tempo scaduto, ha eliminato niente meno che i campioni del mondo della Germania con una prestazione tatticamente perfetta che ha confermato le ambizioni di titolo dei padroni di casa. Del resto lo si diceva già alla vigilia: giocare davanti al pubblico amico è sempre stato un vantaggio più che un peso per i Blues. Il successo europeo del 1984 e quello mondiale del 1998 sono pronti ad accogliere un tris.

E chi sarà il trascinatore della squadra di Didier Deschamps? Due nomi per emulare Napoleone e strappare il segno del potere dalle mani di Cristiano Ronaldo: il capocannoniere Antoine Griezmann, che con CR7 ha già pianto proprio a San Siro frenato da una beffarda traversa dagli undici metri, o il personaggio Paul Pogba, che voci di mercato a parte sta disputando un Europeo positivo tra strapotere fisico a centrocampo e alcune giocate di alta classe come, per esempio, l’assist per il raddoppio dello stesso Griezmann in semifinale contro la Germania. Il primo ha segnato cinque gol nella fase a eliminazione diretta, il secondo si è sbloccato contro l’Islanda e ha messo nel mirino proprio la consacrazione da talento a campione. Non male per un 23enne.

 

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francesco.caligaris@oasport.it

Twitter: @FCaligaris

Foto da: Twitter Uefa Euro 2016

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