Basket: quale futuro per la nazionale italiana? I dubbi e le prospettive tra panchina e giocatori

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Il Preolimpico di Torino si è chiuso come ben si sa con la sconfitta in finale e la mancata qualificazione alle Olimpiadi dell’Italia. La ferita è ancora fresca e brucia ancora tanto, ma la pallacanestro italiana deve reagire ed uscire immediatamente da questo momento di buio assoluto. Il prossimo anno si giocheranno gli Europei, ai quali la squadra azzurra è già qualificata, che sono solo il primo passo verso un periodo molto fitto per le nazionali visto che successivamente per due stagioni si giocheranno le qualificazioni ai Mondiali del 2019.

Il primo passo per iniziare questo nuovo progetto azzurro è quello della scelta dell’allenatore. Negli ultimi giorni anche il presidente del Coni, Giovanni Malagò, si è espresso a favore di una permanenza di Ettore Messina, ma per ora non sono ancora state prese delle posizioni ufficiali nei riguardi del tecnico siciliano. In caso di vittoria a Torino e di qualificazione olimpica non ci sarebbero stati dubbi sulla riconferma di Messina, ma ora qualche punto interrogativo viene posto. Si potrebbe anche ipotizzare un nuovo corso in panchina con un allenatore che inizia il suo lavoro con gli Europei del 2017 e lo prosegue poi nelle lunghe ed estenuanti qualificazioni mondiali, anche perchè quest’ultime potrebbero ostacolare con la carriera NBA di Messina.

Di nomi non se ne fanno e se ne faranno nel caso solo dopo un eventuale addio con l’ex tecnico del CSKA Mosca e Real Madrid, ma possibili candidati potrebbero essere Andrea Trinchieri, che sta facendo benissimo con il Bamberg e già richiesto da altre nazionali, oppure Meo Sacchetti, reduce dall’esperienza molto positiva con Sassari, senza dimenticare la suggestiva ipotesi di un allenatore straniero.

Dopo la situazione panchina si può passare al capitolo giocatori. L’Italia vista a Torino presenta solamente quattro over 30 (Poeta, Cusin, Bargnani e Belinelli) e quindi ha una buona base sulla quale costruire il prossimo quadriennio olimpico.
Dei 30enni probabilmente Poeta è arrivato al capolinea della sua esperienza in azzurro, anche perchè ha dimostrato che non può considerarsi elemento affidabile a certi livelli. Nel suo ruolo di play poi non mancano certamente le alternative: dal più navigato Andrea Cinciarini alla possibile new entry Ryan Arcidiacono (fresco di contratto con i San Antonio Spurs), senza dimenticare i vari Andrea De Nicolao o David Cournooh che stanno crescendo bene nel nostro campionato,ma anche Federico Mussini, che si sta facendo le ossa in NCAA.

Cusin è ancora molto affidabile come centro e purtroppo in Italia non si vedono all’orizzonte molti lunghi pronti a dare un cambio all’attuale giocatore di Avellino. Riccardo Cervi è sicuramente un elemento sul quale puntare e che nelle ultime stagioni è cresciuto in maniera costante e notevole, ma dopo di lui non c’è molto.
Ovviamente come centro ci sarebbe Andrea Bargnani, ma il lungo romano merita un discorso a parte. I continui infortuni hanno sicuramente condizionato una carriera che poteva essere molto più brillante di quello che è stata, ma nello stesso tempo il Mago ha fallito tutte le occasioni che la maglia azzurra gli ha offerto. Anche al Preolimpico di Torino nel momento più importante contro la Croazia è sparito e addirittura Messina lo ha lasciato fuori per scelta tecnica. Dopo la NBA tornerà a giocare in Europa e si spera che la nuova esperienza possa portare un nuovo Bargnani anche alla nazionale.

Marco Belinelli era forse tra i più tristi della serata di sabato scorso, anche perchè il bolognese sa che quella è stata forse la sua ultima occasione di provare a giocare un’Olimpiade con l’Italia. Al prossimo Europeo ci sarà sicuramente, mentre lo status di giocatore NBA non lo farà partecipare alle qualificazioni per i Mondiali (da queste partite sono esentati tutti i giocatori del campionato americano.

Un eventuale sostituto del Beli è certamente Amedeo Della Valle, la cui mancata convocazione per il Preolimpico ha lasciato molto sorpresi, vista l’ottima stagione svolta dalla guardia azzurra in maglia Reggio Emilia.
Da Della Valle a Tonut ed Abass, altri due nomi sui quali si può costruire il futuro della nazionale. Il primo è stato convocato già da Messina e ha fatto qualche apparizione dalla panchina a Torino, mentre il secondo ha subito il taglio proprio dopo l’ultima amichevole, ma il nuovo approdo all’Olimpia Milano può solo aiutarlo a confrontarsi con un basket di alto livello e quindi di acquisire sempre maggior esperienza.

Altri nomi che possono tranquillamente rientrare nel giro azzurro sono quello di Achille Polonara e Davide Pascolo. Il primo non è mai stato preso in considerazione da Ettore Messina e questo ha stupito particolarmente, anche perchè si sta parlando di un giocatore che difende bene, cattura moltissimi rimbalzi e soprattutto sa vedere il canestro da molte posizioni. Il secondo, invece, è arrivato a Milano quest’estate e ha la grande occasione della carriera, quella che potrebbe permettergli di fare un salto di qualità importante, anche in chiave azzurra.

Del gruppo di Torino restano ovviamente in tanti: Danilo Gallinari, Gigi Datome, Alessandro Gentile, Daniel Hackett, Nicolò Melli, Pietro Aradori, ai quali vanno comunque aggiunti Andrea Bargnani e Marco Belinelli Questa è la base che può essere modificata in parte o alla quale si possono fare delle aggiunte importanti per un basket italiano arrivato all’anno zero e che ora deve ripartire con un progetto ambizioso, perchè di fallimenti questa non se ne possono più accettare.

 

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andrea.ziglio@oasport.it

Credit: Ciamillo/Archivio FIP

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