Basket, Preolimpico Torino 2016: questa Italia lotta, difende e vince. La strada verso Rio è quella giusta

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Due vittorie in altrettante partite, primo posto del girone assicurato e la possibilità di giocarsi sulla carta una semifinale molto abbordabile. Missione dunque compiuta dalla nazionale italiana nella fase iniziale del Preolimpico di Torino. Dopo il comodo successo con la Tunisia di lunedì sera, ieri è arrivato uno sofferto, ma allo stesso tempo fondamentale con la Croazia.

Prestazioni diverse tra loro e dettate ovviamente anche dalla differenza dell’avversario affrontato, ma con un unico grande comune denominatore: la difesa. Se la Tunisia è stata lasciata a 41 punti, con i croati gli azzurri probabilmente hanno mostrato il loro meglio nella propria metà campo, costringendo una squadra dal grande talento offensivo a soli 60 punti, praticamente metà dei quali segnati dal solo Bogdanovic (26). Soprattutto nell’ultimo quarto, quando i possessi hanno iniziato a contare maggiormente, la difesa dell’Italia è salita di livello, anche tra coloro che non sono certamente considerati dei difensori puri come Alessandro Gentile, che ieri sera ha sicuramente giocato meglio in fase difensiva che offensiva.

Questa caratteristica dell’Italia è certamente dovuta al merito di Ettore Messina, da sempre mago della difesa, ma va comunque detto che qualcosa di buono lo si è visto anche in attacco, soprattutto con alcune variazioni importanti rispetto al passato: Bargnani molto più stabilmente dentro l’area e anche l’esperimento riuscito di Gallinari da cinque. Manca comunque un po’ di esplosività nelle gambe di qualche azzurro e spesso questo comporta a prendersi dei tiri forzati e soprattutto sono le percentuali al tiro per ora ad essere deludenti (26% da tre con la Croazia)

Come era prevedibile nel match più importante Messina ha ridotto notevolmente le rotazioni, affidandosi principalmente ad otto giocatori. Nonostante la mascherina per la frattura all’osso mascellare, Marco Belinelli è stato il miglior marcatore degli azzurri in questa prima fase e la guardia azzurra è stato forse l’unico ad avere sempre la mano calda.
A corrente alternata sono andati invece Danilo Gallinari ed Andrea Bargani, apparsi ancora un po’ imballati fisicamente. Gigi Datome ha reagito da campione ad una brutta partita con la Tunisia e ad un inizio altrettano negativo con la Croazia. Dalla panchina Alessandro Gentile si è confermato un ottimo sesto uomo ed importantis sono stati i contributi di Aradori e Melli.
Un commento a parte lo merita certamente Daniel Hackett, il migliore nel match di ieri con gli azzurri. Finalmente l’Italia sembra aver trovato il suo play titolare e l’ex Milano ha offerto una grande prestazione sui due lati del campo. Messina lo tenuto sul parque per 35 minuti ed il problema è quello che non c’è in questa Italia un suo vero e proprio sostituto, con Poeta probabilmente bocciato e con Belinelli e Gentile chiamati a volte a snaturarsi.

Venerdì la sfida molto probabile con il Messico e poi in caso di vittoria sabato l’ultimo passo verso Rio 2016. Il cammino degli azzurri verso l’Olimpiade è cominciato perfettamente e il Brasile ora come ora appare sempre più vicino.

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andrea.ziglio@oasport.it

Credit: Ciamillo/Archivio FIP

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