Atletica, Rio 2016: la Svezia lascia a casa Aregawi, niente Olimpiadi per la mezzofondista

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Campionessa mondiale dei 1.500 metri nel 2013, Abeba Aregawi non prenderà parte ai Giochi Olimpici di Rio 2016. La decisione è stata comunicata dalla Federazione Svedese di Atletica per bocca del segretario generale Stefan Olsson, che ha spiegato come permanga un alone di oscurità intorno all’atleta di origine etiope, risultata positiva al meldonium ad inizio anno.

Dal punto di vista regolamentare, la ventiseienne sarebbe libera di gareggiare: Aregawi è infatti stata scagionata dalle accuse di violazione del regolamento antidoping per mancanza di prove che attestino l’assunzione del meldonium dopo il 1° gennaio 2016, data nella quale la sostanza è entrata a far parte della lista dei prodotti vietati. La mezzofondista era stata inizialmente sospesa dopo una positività alla discussa molecola, ma la bassa concentrazione e l’assenza di prove di assunzione nell’anno in corso sono state determinanti per la sua riabilitazione, come previsto dalle nuove direttive dell’Agenzia Mondiale Antidoping (WADA) in merito.

La scandinava d’adozione (gareggia per la Svezia dal 2013) dovrà dunque accontentarsi di gareggiare nei meeting, ma sarà costretta a rinunciare alle Olimpiadi di Rio 2016, dove sperava di migliorare il quinto posto ottenuto a Londra 2012 con la maglia del suo Paese natale. Pur non avendo partecipato a nessuna prova all’aperto  nell’arco del 2016, Aregawi avrebbe potuto partecipare in quanto i suoi tempi del 2015 le avrebbero permesso ampiamente di rientrare nei minimi olimpici. L’ultima parola, però, spettava alle autorità sportive nazionali, che hanno deciso di non convocare l’atleta.

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giulio.chinappi@oasport.it

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