Atletica, Rio 2016: dopo Amsterdam arrivano le Olimpiadi, su quali atleti azzurri puntare per le prime posizioni?

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Gianmarco Tamberi


I recenti Campionati Europei di Amsterdam hanno messo in luce un’atletica italiana in progresso rispetto ai precedenti grandi avvenimenti, pur con alcune controprestazioni inaspettate. E’ chiaro tuttavia che il contesto olimpico rappresenta un banco di prova infinitamente più duro, scopriamo quindi chi può fare ottime cose, non necessariamente in tema di medaglie, anche nella rassegna a cinque cerchi.

Appare ovvio che il nome su cui contare maggiormente è quello di Gianmarco Tamberi; il marchigiano ha ormai trovato una stabilità tecnica ed una continuità da far ben sperare per una possibile medaglia, anzi sarebbe deludente il contrario.

Il finanziere di Offagna, a quote oltre i 2,35, può temere solo il qatariano Mutaz Barshim e l’ucraino Bohdan Bondarenko e siccome sul podio vanno in tre… Certamente dovrà confermare l’abitudine a dare il meglio nelle grandi occasioni, che caratterizza i grandi campioni.

Nella stessa gara può finire tra i primi 6-8 atleti anche Marco Fassinotti, il quale deve però assolutamente recuperare la migliore condizione fisica dopo aver saltato l’appuntamento continentale.

Dei medagliati di Amsterdam è piaciuta la costanza di Daniele Meucci che può giocarsi una carta importante nella corsa più mitica, la maratona, anche se la concorrenza sarà agguerrita, ma il pisano ha dimostrato più volte di essere un grande calcolatore e attenzione anche a Ruggero Pertile che nella mezza maratona non ha dato il meglio, ma a Rio sarà diverso, perlomeno per confermarsi tra i migliori.

L’altra atleta da podio nella mezza, ovvero Veronica Inglese, sarà al via nei 10000, dove è stata sesta ad Amsterdam; sulla carta non ci sono possibilità di finire tra le prime tre, sarebbe già un grande risultato terminare tra le prime 10 e timbrare di nuovo il personale. Per lei, dopo l’appuntamento brasiliano, si schiuderanno le porte della maratona e lì le ambizioni potranno essere molto più elevate.

Libania Grenot, grande capitana e doppio oro nei 400, può finalmente raggiungere il suo sogno di una finale olimpica, più volte mancata per pochi centesimi. La gestione del giro di pista e un crono sotto i 51” dovrebbero garantirle l’ingresso tra le migliori 8, onestamente il giro delle medaglie appare fuori dalla sua portata, ma qualora scendesse limasse mezzo secondo allo stagionale, allora nulla sarebbe impossibile.

Ovviamente le marciatrici Eleonora Giorgi, Antonella Palmisano ed Elisa Rigaudo, assenti in Olanda per ovvi motivi, saranno lì a contendere il trono olimpico alle migliori e hanno focalizzato la loro preparazione sulla più importante delle 20 chilometri.

Tra le delusioni dell’Europeo, Alessia Trost e Desirèe Rossit, ora avranno l’obbligo di riscattarsi e ripetere il 6° posto a Rio avrebbe tutto un altro sapore, possibilmente a quote oltre 1,95.

Dei tanti giovani visti all’opera, Ayomide Folorunso è quella che ha impressionato maggiormente, assieme a Filippo Tortu, il quale però non sarà in Brasile. L’italo-nigeriana potrebbe essere soddisfatta di un’ammissione in semifinale con, magari, un ulteriore abbassamento del proprio primato.

Tra gli altri, sarebbe bello vedere qualche maglia azzurra in una finale in pista o nei concorsi, purtroppo però appare un’impresa difficile da attendersi, a meno che Matteo Galvan o Yusneysi Santiusti facciano un, quasi, miracolo, mentre la 4×400 donne ha la grinta giusta per provarci.

 

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gianluca.pessoni@oasport.it

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