Atletica – Europei 2015: Le pagelle degli azzurri nell’ultima giornata. Tamberi re d’Europa, Inglese e Meucci grandissimi, storico bronzo per la 4×400, Folorunso promossa, male le staffette veloci.

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Il sorriso di Veronica Inglese


VERONICA INGLESE: 9,5. Strepitosa prova della barlettana nella mezza maratona! Un capolavoro nella gestione del ritmo di gara che l’ha portata ad una medaglia d’argento forse insperata, ma assai meritata. Veronica è un talento cristallino che, dopo Rio, si dedicherà alla maratona, ma prima ci saranno i 10000 olimpici. Bravissima.

ANNA INCERTI: 6. Ci si aspettava meglio di un 14° posto, dà comunque il suo contributo per l’argento a squadre, ma a Rio la siciliana dovrà fare senz’altro un’altra gara.

ROSARIA CONSOLE: 5,5. Non è apparsa nelle migliori condizioni e si deve accontentare del 19° posto, con la gioia del secondo posto a squadre.

LAYLA SOUFIANE: 5. Finisce ventinovesima, molto attardata dalle posizioni che contano, non esattamente ciò che poteva aspettarsi.

CATHERINE BERTONE: 4,5. Al debutto in una grande manifestazione, si gioca male la possibilità di andare alle Olimpiadi con una prova sottotono.

DANIELE MEUCCI: 9,5. Quarta medaglia europea in carriera, in tre specialità differenti, cosa dire di più del ragazzo pisano? Su una distanza che non sente ancora sua, tira fuori l’orgoglio e ottiene un eccellente bronzo, che è il miglior viatico per un’avventura a 5 cerchi da protagonista.

STEFANO LA ROSA: 6,5. Giunge 13° e manca l’obiettivo dei primi 8, ma regala una discreta impressione nella seconda parte della mezza maratona.

RUGGERO PERTILE: 5. Mai in gara per una medaglia, ma la mezza distanza non è esattamente nelle sue corde, tuttavia un 29° posto non può soddisfarlo.

XAVIER CHEVRIER: 5. Specialista della corsa in montagna, conclude 38°, onestamente fuori contesto in una gara di mezza maratona.

DANIELE D’ONOFRIO: 4. Malissimo all’esordio in una gara che conta, solo 62° e lontanissimo dai suoi livelli.

GIANMARCO TAMBERI: 10. Vince l’oro europeo con un “normale” 2,32, ma destando un’eccellente impressione. Non aveva avversari e si è comportato da padrone assoluto, con una tranquillità a livelli altissimi da invidiare, oltre alla solita carica che trasmette al pubblico e agli appassionati. Sembrava tutto facile, ma proprio in questi casi si vede la stoffa del campione, in più il secondo tentativo a 2,40 è sembrato non lontano dall’obiettivo.

MARCO LINGUA: 4,5. Ha centrato la finale, ma poi, come spesso gli accade, non riesce a dare neppure il 50% delle sue possibilità quando c’è da svoltare. Undicesimo con 71,00, quando bastavano poco di più di 72 metri per entrare nella top 8.

MARGHERITA MAGNANI: 4,5. Strano vedere Maggie non lottare mai per entrare nel gruppo delle migliori, ma già in semifinale non era piaciuta. Finisce in undicesima piazza in 4’36”51 in una gara lentissima.

DARYA DERKACH: 5. Che occasione sfumata per la campana d’Ucraina! Conferma di essere migliorata tantissimo tecnicamente, ma sciupa una folata di vento alle spalle con un nullo evitabile. Manca l’accesso alle prime 8, finendo decima con 13,89 (+1,0).

GIORDANO BENEDETTI: 5,5. Difficile dare un’insufficienza dopo una finale di alto lignaggio, in uno dei contesti tecnici più elevati di questi Europei; purtroppo non dà mai l’impressione, tuttavia, di lottare per le prime 6 piazze ed è 8° in 1’47”65.

AYOMIDE FOLORUNSO: 9. A 19 anni timbra il personale a 55”50 nei 400hs e sfiora il podio con un sontuoso 4° posto, assolutamente promossa a pieni voti. Dimostra personalità da veterana ed è un gioiellino da sgrezzare forse, ma che Dio, e i tecnici, ce la conservino. Una finale olimpica già adesso non è impossibile.

4×100 MASCHILE: 5. Massimiliano Ferraro, Federico Cattaneo, Davide Manenti e Filippo Tortu giungono quinti, che è un piazzamento decoroso, ma mancano la qualificazione olimpica, il tempo di 38”69 non è infatti sufficiente. Peccato perché ieri erano piaciuti di più.

4×100 FEMMINILE: 4,5. Irene Siragusa, Gloria Hooper, Martina Amidei e Audrey Alloh sbagliano tutti i cambi e chiudono mestamente ottave, a due anni dal podio di Zurigo, Buon per loro che il viaggio per Rio è assicurato.

YEMANEBERHAN CRIPPA: 7,5. Pienamente convincente nei 5000 metri, che termina 8° con 13’46”30, pur in una gara a strappi, ma è normale per un ragazzo così giovane. Dopo essere maturato nel cross, presto lo dimostrerà anche in pista.

JAMEL CHATBI: 5,5. Lui finisce un po’ più staccato, undicesimo in 13’49”93, forse sotto le sue ambizioni; a parziale scusante il fatto che fosse la sua terza gara di mezzofondo in 4 giorni.

4×400 FEMMINILE: 9. M. Benedicta Chigbolu, Chiara Bazzoni, M. Enrica Spacca e Libania Grenot ottengono finalmente una grande soddisfazione con il bronzo in chiusura di programma in 3’27”49, grazie soprattutto ad una mostruosa Grenot in ultima frazione, protagonista di un grande rettilineo finale. Con le altre nella miglior condizione, comunque ottima Spacca, forse anche l’oro non era impossibile, è comunque la prima medaglia della storia per una staffetta femminile.

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gianluca.pessoni@oasport.it

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