Alla scoperta dell’hockey inline: Milano Quanta padrone d’Italia e leader del movimento

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C’è un hockey che è un po’ pista (perché si gioca sulle rotelle) e un po’ ghiaccio (si usa il disco) in cui l’Italia ha da poco raggiunto un sorprendente argento ai Mondiali di Asiago, battendo Canada e Stati Uniti e perdendo solo 4-0 in finale contro la Repubblica Ceca. E’ il mondo dell’inline di cui Milano, grazie alle idee visionarie del presidente Umberto Quintavalle, noto imprenditore locale sulle orme della famiglia, è padrone assoluto, leader del movimento e centro qualificato di formazione per il futuro praticamente da ormai cinque anni. Sabato 9 luglio, infatti, il Milano Quanta ha festeggiato in grande stile il suo quinto scudetto consecutivo, il sesto della storia dopo la prima volta targata 1999.

Contando anche Coppa Italia (4 di fila, dal 2013 in poi) e Supercoppa Italiana (2012, 2013 e 2014), i rossoblu hanno conquistato 12 degli ultimi 13 titoli in palio. Un dominio senza eguali cui solo il Cittadella è riuscito a porre un parziale freno, alzando la Supercoppa nella passata stagione. Ma il Milano Quanta ha ancora fame di vittorie e, nel corso della serata ad hoc (#festascudetto2016) organizzata al Quanta Village di via Assieta 19, quartiere Affori, è stato proprio il presidente Quintavalle a tracciare gli obiettivi della prossima stagione, presentando anche i molti volti nuovi della squadra (ancora quella da battere) e dando vita a una sorta di Dream Team 2 in pura continuità con quello dei cinque tricolori di fila.

Vogliamo il settimo scudetto anche perché c’è la striscia record degli Asiago Vipers (sette di fila dal 2004 al 2010, ndr) da raggiungere – ha dichiarato con il suo tono più impositore che ambizioso -, oltre alla conferma della Coppa Italia e alla ripresa della Supercoppa. E poi ci sarà la Champions League dopo il terzo posto del 2016. L’anno prossimo cambieremo pagina, puntando sui giovani che comunque già vestono la maglia azzurra. Sarà un Dream Team 2 con il quale sognare ancora e far conoscere ancora di più il mondo dell’hockey inline, partendo per esempio da dirette streaming fisse per ogni incontro casalingo“.

Settantenne con l’hockey nel sangue, Umberto Quintavalle è stato anche presidente della squadra meneghina di ghiaccio dal 1995 al 1997. Dopo la finale scudetto persa nel 1996-97 contro il Bolzano, una serie ricca di polemiche e scelte arbitrali discutibili e tutt’ora discusse, decise però improvvisamente di chiudere l’attività in polemica con la Federazione. Il Milano Quanta di inline ne continua comunque la tradizione – la società di ghiaccio, dopo i fasti dei Vipers a inizio Duemila, si chiama ora Hockey Milano Rossoblu e milita in Serie B con Ico Migliore presidente, invitato e presente alla festa di sabato – cercando anche di plasmare un vero e proprio movimento.

Lo sport, in Italia da circa 20 anni, è infatti da sempre conteso tra la Federazione Italiana Hockey e Pattinaggio (Fihp, di cui fa parte) e la Federazione Italiana Sport del Ghiaccio (Fisg). A livello internazionale esiste invece la Fédération Internationale de Roller Sports (Firs), con l’International Ice Hockey Federation (Iihf) che organizza però un Mondiale parallelo. Un dualismo di difficile comprensione che di certo non aiuta. Ecco perché il progetto del Milano Quanta, unico polo semi-professionistico dell’inline italiano, è l’unica speranza per il futuro. L’allenatore, Luca Rigoni, ha da poco appeso i pattini al chiodo e a HockeyWords ha spiegato: “Si lavora non solo per la squadra, ma anche per l’intero movimento, per i giovani, che sono il futuro del nostro sport“.

 

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francesco.caligaris@oasport.it

Twitter: @FCaligaris

Foto da: Carola Semino

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