Volley, Olimpiadi Rio 2016 – Italia, cosa cambia con Leo Lo Bianco? Salgono potenziale e ambizioni, il sestetto…

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Leo Lo Bianco tornerà a giocare con la Nazionale dopo praticamente un anno di assenza. La notizia, inattesa fino a poche ore fa (soprattutto considerando i tanti no dichiarati dall’atleta nell’ultimo periodo), ha dato uno scossone al mondo del volley che torna ad abbracciare la sua regista in azzurro, una delle giocatrici più amate, indiscussa protagonista dell’ultimo decennio di pallavolo e la ragazza con il maggior numero di presenze con la casacca dell’Italia (544).

La scelta di ritornare sui suoi passi, dopo la decisione di lasciare temporaneamente la banda Bonitta (la sua ultima apparizione risale ai deludenti Europei 2015, poi per motivi personali aveva deciso di non partecipare ai tornei che ci hanno consegnato la qualificazione alle Olimpiadi 2016), ha certamente stravolto lo scacchiere che si era ormai formato in seno all’Italia.

Ufficialmente è stata il CT a contattarla dopo l’infortunio di Alessia Orro: una veterana di grande esperienza, nel ruolo più delicato, serviva alle giovanissime per trovare ulteriore equilibrio e puntare a qualcosa di importante a Rio dove ci presenteremo sì da assolute outsider ma ora con qualche velleità in più.

 

Leo Lo Bianco è ancora in grado di spostare gli equilibri ad altissimo livello. Lo ha dimostrato nell’arco dell’intera stagione a Bergamo e, se recupererà la miglior forma fisica potrà davvero fare la differenza nel girone di ferro dei Giochi Olimpici.

Se è tornata lo ha fatto per essere titolare, questo è naturalmente fuori discussione. Bisognerà trovare l’affinità con tutte le giocatrici anche se i precedenti con Valentina Diouf (Mondiali 2014) e Antonella Del Core (una vita insieme) sono già significativi. Può giocare meglio con Egonu opposto o schiacciatrice? Le sue alzate supportano un tridente più offensivo? Risposte che arriveranno certamente già nel prossimo collegiale, in programma a Cavalese dal 5 luglio: 3 settimane prima delle partenza per il Brasile dove si avranno certamente delle risposte, magari con un paio di amichevoli in mezzo.

Leo sa aggiustare la palla, riesce a smistare anche con una ricezione meno precisa, a un occhio rapido nella scelta della giocata migliore per le compagne. C’è solo da verificare la tenuta fisica oltre naturalmente all’amalgama con le compagne che va ritrovata. Il nostro potenziale, però, si è decisamente impennato (sulla carta, ovviamente).

 

Questa decisione, da parte dei vari protagonisti (e non sono solo giocatrice e CT…), poteva probabilmente arrivare prima senza arrivare a ridosso dell’evento più importante e senza aspettare l’infortunio (comunque recuperato) di Alessia Orro. Ad ogni modo, ed è quello l’importante, invocata da tutti e senza nulla togliere alle altre registe, finalmente bentornata.

Ultimo nodo: chi sarà la seconda palleggiatrice? La sarda, che ha brillato nei due tornei preolimpici, oppure Ofelia Malinov che ha giocato durante l’ultimo Grand Prix?

 

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