Tour de France 2016, la scommessa BMC di Richie Porte: podio possibile?

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Richie Porte non ha mai raggiunto il podio in un grande giro. Il suo miglior risultato è il settimo posto conquistato nella Corsa Rosa 2010, manifestazione però condizionata dalla fuga bidone della tappa dell’Aquila al seguito di cui l’australiano, ora 31enne, ha vestito per tre giorni la maglia di leader chiudendo poi come vincitore della classifica dei giovani. Passato a inizio stagione alla BMC, Porte sarà il capitano dei rossoneri in Francia. Non è tra i favoriti, ma può lottare per una posizione tra i primi tre.

SPECIALISTA CONTRO IL TEMPO – 72° nel 2011, 34° nel 2012, 19° nel 2013 e 23° nel 2014: questo il rapporto dell’oceanico con la Grande Boucle, a dir la verità quasi sempre vissuta da gregario di  Bradley Wiggins e Chris Froome al Team Sky. Adesso Porte ha deciso di trasferirsi alla BMC per cercare la grande occasione individuale: il percorso, ricco di salite anche molto lunghe e dure, non sembra cucito su misura per lui, ma è uno specialista a cronometro – vanta anche un quarto posto ai Mondiali di Melbourne 2010 – e, dunque, proverà a guadagnare margine sui rivali nei 37.5 chilometri tra Bourg-Saint-Andeol e Le Caverne de Pont della 13esima tappa e, soprattutto, nei 17 della 18esima, da Sallanches a Megève. Da valutare, però, ciò che l’ha sempre frenato in passato: la resistenza nei 21 giorni di gara.

LA SQUADRA – Brent Bookwalter, Marcus Burghardt, Damiano Caruso, Rohan Dennis, Amaël Moinard, Michael Schär, Greg Van Avermaet e Tejay van Garderen: questo il gruppo della BMC che Porte avrà a disposizione per cercare di vivere una giornata da (co)protagonista il 24 luglio sugli Champs-Élysées. “Penso che abbiamo scelto un eccezionale gruppo a supporto di Porte e Van Garderen: tutti potranno dare il loro contributo per far sì che i nostri due capitani possano lottare per la classifica generale“, ha commentato il direttore sportivo Yvon Ledanois. Porte, dunque, non sarà l’unica freccia nell’arco del team statunitense, anche se rispetto all’americano è senza dubbio più scalatore.

LE TAPPE CHIAVE – Richie Porte è Tour diarist per Espn, il che significa che terrà una rubrica speciale dalla Grande Boucle per il prestigioso sito sportivo d’oltreoceano. Martedì, in uno dei primi appuntamenti di questo diario, l’australiano ha individuato cinque potenziali tappe chiave del Tour che scatterà sabato da Mont-Saint-Michel. Si tratta della nona (Vielha val d’Aran-Andorra Arcalis), della 12esima (Montpellier-Mont Ventoux), della 18esima (Sallanches-Megève, la già citata cronometro), della 19esima (Albertville-Saint-Gervais Mont Blanc) e della 20esima (Megève-Morzine). Non molta fantasia, dunque, perché sono chiari da tempo i tranelli dell’edizione 2016, tra le più faticose di sempre, ma dalla scelta traspare indubbiamente la consapevolezza di poter essere maturato, pronto per resistere anche sulle salite dell’ultima settimana. Sulla carta Chris Froome, Nairo Quintana, Alberto Contador e i due azzurri Vincenzo Nibali e Fabio Aru si contenderanno il podio, senza dimenticare l’idolo di casa Thibaut Pinot. Ma dovesse tenere fino all’ultimo, Porte potrebbe diventare un osso duro. Anche perché si gioca le ambizioni future in casa BMC.

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francesco.caligaris@oasport.it

Twitter: @FCaligaris

Foto da: pagina Facebook Tour Down Under

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