Tennis, Roland Garros 2016: il primo trionfo di Novak Djokovic a Parigi

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La 33esima puntata della storia infinita di Novak Djokovic ed Andy Murray, nella splendida cornice del Philippe-Chatrier di Parigi ha dato il suo responso: vittoria del serbo numero 1 del mondo in 4 set per 3-6 6-1 6-2 6-4 in 3 ore e 5 minuti di gioco. Con questo successo Djokovic aggiunge il Roland Garros nella bacheca dei trofei Major, chiudendo il cerchio ed entrando di diritto nel gotha del tennis mondiale. La 12 esima vittoria di uno Slam, il secondo della stagione 2016 dopo gli Australian Open rappresenta per Nole un traguardo incredibile che rafforza la sua fiducia per un obiettivo ancor più ambizioso, vale a dire la realizzazione del Grande Slam.

Non è stata una bella finale, sicuramente al di sotto delle attese, per il tanto nervosismo da una parte dell’altra. Molti gli errori di Novak e di Murray che  hanno costellato un match deciso più dalla forza mentale del numero 1 ATP. Un confronto che nel primo set è stato appannaggio di Andy in grado di recuperare il break del game d’apertura e portarsi avanti nello score (2-1) strappando nuovamente a Djokovic la battuta. Un gap che il britannico riuscirà a gestire, grazie ad una buona percentuale di efficienza al servizio (74% e 42% i punti conquistati con la prima e la seconda) e soprattutto un numero di errori non forzati minimo (6 contro i 13 del serbo). Di fatto, nel primo parziale, Nole sembra essere ancora rimasto negli spogliatoi, schiacciato dalla pressione dei favori del pronostico e dalla maledizione di Parigi, torneo che l’ha visto 3 volte in finale ed in altrettante perdente. Un 6-3 a favore dello scozzese, in 46 minuti di gioco, che non ammette repliche.

Nel secondo set, il livello di gioco del “despota” del tennis mondiale comincia a prendere forma, costringendo il più delle volte Murray a giocare a 2 metri dalla riga di fondo. Un pressing asfissiante che porta Andy a sbagliare molti di più, non trovando la misura dei suoi colpi. Sono ben 11 i vincenti di Djokovic contro i 3 del vincitore di Wimbledon 2013. Statistiche che spiegano ampiamente il 6-1 in 36 minuti di Nole.

Nel terzo set, quello che è spesso determinante in una sfida equilibrata, entrambi spingono sul pedale dell’acceleratore rischiando sulle diagonali di dritto e rovescio, in cerca di angoli impossibili. In questo gioco così estremo è Novak a fare la differenza, breakando Murray nel terzo e quinto game, deliziando la platea con un colpo come questo.

Poco da fare, dunque, per Andy in balia del tennis asfissiante del proprio rivale: 13 winners per Nole contro i 3 di Murray e solo 8 errori sono la rappresentazione di un incontro sempre più di marca serba.

Nel quarto set, il britannico sembra andare alla deriva, nuovamente sotto nel punteggio e con servizio perso in apertura. Novak pare aver messo il pilota automatico con una profondità di palla sempre estremamente vicina alla riga di fondo mentre l’energia mentale dello scozzese è in riserva. Un altro break, quello del 5-2, dà l’impressione di scrivere la parola fine sulla finale di Parigi ma sorprendentemente Murray ha uno scatto d’orgoglio, sfruttando un momento di pausa di Djokovic, recuperando uno dei due break di ritardo e tornando in scia. Tuttavia, il serbo si rimette in carreggiata e conclude per 6-4, sfatando finalmente il tabù degli Internazionali di Francia.

IL PUNTO DEL TRIONFO

 

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giandomenico.tiseo@oasport.it

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Immagine: pagina FB Roland Garros

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