Nuoto, Settecolli 2016. Il pagellone: PELLEG-RIO! Detti vince il derby, quanti minimi sfiorati

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FEDERICA PELLEGRINI 9.5: per un altro sembra essere tornati indietro di sette anni. Stessa ora, stesse grida, stesso sorriso stampato sul volto della Divina. E’ la Federica migliore di sempre in avvicinamento ad un grande evento internazionale. Sa che l’asticella va alzata e grida forte: “Ragazze, ci sono anche io!” Ultima vasca stratosferica, condotta di gara impeccabile. Il record dei 100 non è un fulmine a ciel sereno. Ora il compito più difficile: finalizzare e arrivare con questo piglio a Rio ma le premesse sono ottime.

CRISTOPHER CICCARESE 7: è un campione di tenacia. Non sempre si è fatto trovare pronto al momento giusto in passato ma questo 200 dorso vinto con autorità e determinazione senza però ottenere il pass per Rio è un bello spot. Chissà…

LUCA MENCARINI 5.5: il tempo limite resta una chimera. Fatica ad esplodere e paga un inseguimento pesante a Rio.

MARGHERITA PANZIERA 6: non è il suo anno. Non sfrutta a dovere la scia della canadese Masse che la porterebbe dritta alle Olimpiadi e non riesce a confermarsi sui livelli dello scorso anno quando fu capace di sfiorare la finale mondiale dopo una bella qualificazione. Resta comunque un tempo molto vicino al limite, il suo e la sua versatilità tra 100 e 200 potrebbe essere premiata.

PIERO CODIA 6.5: è in piena preparazione ma riesce comunque ad impensierire Cseh nella gara che preferisce, i 50 farfalla che non saranno la sua priorità quest’anno ma che riesce sempre ad interpretare molto bene.

SILVIA DI PIETRO 6: a Riccione viaggiava col freno a mano tirato, a Londra leggermente meglio, qui conferma un trend in crescita che però difficilmente la porterà ad essere la migliore Di Pietro a Rio. Ci prova sempre e oggi sale sul podio dei 50 farfalla, gara che non ha preparato in stagione per ovvi motivi.

FLAVIO BIZZARRI 6.5: vincere un 200 rana quando in vasca c’è Gyurta non è mai facile. Il talento azzurro ci riesce ma non con il tempo che si aspettava e che sperava di fare. Resta la prova di carattere in una stagione in altalena.

LUCA PIZZINI 5.5: Lui, il meglio lo ha dato a Londra, raccogliendo il massimo. Qui non è brillante come un mese fa e la speranza è che si tratti solo di una tappa di passaggio.

LUCA DOTTO 6: non ha preparato questo appuntamento ma fino a ieri si era mantenuto sempre su buoni livelli. Il 100 è leggermente al di sotto delle attese ma nessun campanello di allarme per il campione europeo della specialità.

FILIPPO MAGNINI 5: provare ad avvicinarsi più possibile ai 48” era l’obiettivo del pesarese che non ci va vicino. Non è quello dell’anno scorso, ormai è ufficiale. A questo punto dovrà cercare di ovviare alla condizione precaria con l’esperienza che non gli manca di certo.

ALICE MIZZAU 5.5: si aspettava un lampo dalla seconda specialista delle quattro vasche e invece ancora niente. Con questi crono la staffetta 4×200 vice campione del mondo non può giocarsela con le più forti. Ci sono 40 giorni per invertire la tendenza.

CHIARA MASINI LUCCETTI 6: non è quella di Riccione ma neppure quella dello scorso anno. Comprimaria nella finale più veloce di sempre. Rio è appesa ad un filo.

GIOVANNI SORRISO 6.5: si conferma sui livelli di Riccione, andandosi a prendere un buon secondo posto ma il limite per Rio è lontano.

ILARIA CUSINATO 7: il nuovo che continua ad avanzare. A Londra una bella esperienza, qui va a vincere una finale per nulla facile soprattutto per il lotto di rivali azzurre in vasca, più esperte di lei. Autorità e piglio. E’ vero, il minimo è sette decimi più basso ma un pensierino si potrebbe anche fare.

GABRIELE DETTI 8.5: nuota sui suoi livelli migliori, così come nei 200 e nei 400. Ha una continuità impressionante e stupiscono i margini di miglioramento che potrebbe avere anche nel breve. Dominio assoluto nella distanza preferita che purtroppo non è olimpica: gli 800.

GREGORIO PALTRINIERI 6: non ci prova neanche a contrastare il rivale amico. Fa la sua gara senza tanto pensare e alla fine ottiene 7’50” e il secondo posto. Per il momento può bastare.

 

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