Golf, U.S. Open 2016: spettro cut per i favoriti della vigilia. Un solido Johsonn si affaccia al terzo round

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Jason Day


Le prime due travagliate giornate degli U.S. Open 2016 hanno detto poco per quel che riguarda i piani alti della classifica, ma ben diverso è il discorso riguardante l’incubo chiamato taglio del secondo round. Se pioggia e fulmini hanno fortemente danneggiato il giovedì dell’Oakmont Country Club, l’oscurità ha invece sconvolto i piani dei partecipanti nell’importante venerdì. Verdetti rinviati a questa sera, quando sapremo quali saranno i golfisti che continueranno la caccia al prestigioso secondo Major stagionale.

Sul difficile percorso di Oakmont, al momento troviamo in testa due americani, l’uno pronosticabile, l’altro meno. Si tratta di Dustin Johnson e di Andrew Landry, entrambi a -4. Differenza sostanziale tra i due è che Landry deve ancora iniziare il suo secondo round, mentre Johnson è uno dei pochi fortunati ad aver concluso i due giri. Per questo motivo Andrew ha la possibilità di prendere la vetta in solitaria, ma deve prestare molta attenzione a non farsi ingolosire da questo scenario in quanto il course di Oakmont punisce alla minima avvisaglia di spavalderia.

Anche l’inglese Lee Westwood, terzo con lo score di -3, nel pomeriggio italiano percorrerà il secondo giro, mentre per l’americano Scott Piercy e lo spagnolo Sergio Garcia la mattinata statunitense sarà tranquilla. Quarti con -2, entrambi guarderanno i lori rivali dalle comode poltrone del country club.

Se, come descritto, alcuni dei protagonisti possono stare tranquilli, per altri, e qui i nomi si fanno altisonanti, aleggia lo spettro di un più che clamoroso taglio. Deve stare attento il padrone di casa e Campione in carica degli U.S. Open Jordan Spieth, 29° con +2 ed un solo round disputato. Gli errori quest’oggi potrebbero pesare il doppio.

Ben più drammatica la condizione attuale di Jason Day. L’australiano, numero uno del ranking mondiale, occupa il 56° posto, a 3 buche dal termine del suo secondo round. Un +5 disastroso, frutto del pessimo avvio siglato giovedì (+6). Le ultime tre buche decideranno il suo futuro. Futuro che è veramente appeso ad un filo per il nord-irlandese Rory McIlroy. Per lui un iniziale +7 da incubo, e l’obbligo di non commettere il minimo errore in questa giornata, sperando che per lui si profili un doppio turno di gara.

Infine, visti i big relegati nei bassifondi della classifica, segnaliamo una piccola nota. Nessun golfista vince un Major dopo aver iniziato con un punteggio di +6 o peggiore dal 1955, quando Jack Fleck si impose proprio agli U.S. Open. Questi due giorni ci diranno se l’impresa potrà essere ripetuta o se il compianto Jack manterrà questo gran record.

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ciro.salvini@oasport.it

Foto:Official Twitter Day

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