F1, GP Canada 2016: Vettel-Ferrari ci sono, la strategia fa discutere e Raikkonen delude

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Il settimo appuntamento del Mondiale di F1 2016, sulla pista dedicata al compianto “Gilles Villenueve” di Montreal, racchiude in sé aspetti positivi e negativi nelle prestazioni espresse dalla Ferrari. Un round in cui gli aggiornamenti e le innovazioni non sono certo mancate, viste le modifiche al turbocompressore e le modifiche aerodinamiche ad hoc per le caratteristiche del circuito canadese. Tracciamo, quindi, un bilancio per la Scuderia di Maranello, differenziando tra aspetti positivi e negativi

I PRO DEL GP DEL CANADA IN CASA FERRARI

Ebbene, possiamo dire che, per quanto Sebastian Vettel ha mostrato nel corso del weekend, le migliorie apportate hanno decisamente funzionato. La SF16-H, tra le mani del tedesco, è stata una vettura estremamente performante in grado di rivaleggiare fino in fondo con la Mercedes di Lewis Hamilton, vincitrice della gara, e tenerla sotto pressione fino alla fine, come si può constatare dal seguente grafico, rappresentativo delle tornate coperte dai due driver associate ai riscontri cronometrici ottenuti.

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Un Sebastian “on fire” protagonista di una partenza da urlo, alla “Need for Speed”, che non ha dato scampo alle due frecce d’argento anche a contatto alla prima curva. Ulteriore aspetto importante è che questo secondo posto è valso anche un recupero di punti nei confronti della testa della classifica. La quinta posizione di Nico Rosberg ha accorciato sensibilmente le distanze tra la Rossa ed il tedesco e la vetta ora dista 38 lunghezze. In un contesto che potrebbe riequilibrarsi, vista anche la crescita della Red Bull in alcuni tracciati, le sorprese sono dietro l’angolo e chissà se già dal prossimo GP di Baku, tappa inedita per il calendario di F1, ve ne saranno.

I CONTRO DEL GP DEL CANADA IN CASA FERRARI

Ciò che non è andato secondo i piani o non ha convinto più di tanto sono state la strategia ferrarista e la condotta di gara di Kimi Raikkonen, giunto sesto a 1’03” dal vincitore e 58″ dal teammate. Partendo dal primo punto, la decisione di richiamare, in seguito alla Virtual Safety Car, le due Rosse è stata una mossa rischiosa, per aggredire la corsa non conoscendo esattamente il degrado degli pneumatici. Vero è che essendo in testa con Sebastian, notoriamente, non si è soliti entrare così presto e si agisce sempre in conseguenza di ciò che fa l’avversario. Ora è chiaro che, a posteriori, è semplice parlare e sapere che l’unica sosta fosse la scelta migliore. Tuttavia, ciò è anche dipeso dall’eccezionale gestione delle mescole di Hamilton che ha inanellato un numero incredibile di tornate con la medesima copertura, mettendo in luce una costanza impressionante con le soft. Pertanto, si può affermare che certe scelte hanno un senso soprattutto quando hai una macchina, in questo caso la W07-Hybrid, che asseconda le stesse. L’altro segno meno del weekend del Cavallino Rampante è, appunto, Raikkonen, sempre in difficoltà e mai veloce quanto Vettel. Il gap pesante all’arrivo descrive esaustivamente la prestazione di Kimi e alimenta i soliti dubbi circa i risultati del finnico. Dopo Monaco, un’altra corsa incolore non rappresenta certo un bel segnale in ottica rinnovo, nonostante le rassicurazioni del Team Principal Maurizio Arrivabene, ed è quindi necessario che,  tra poco meno di una settimana, Iceman ritrovi le giuste motivazioni tornando a fare quello che gli riesce meglio: essere veloce e all’altezza del suo compagno di squadra.

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