Calcio: pro e contro di Ventura ct. Continuità tattica dopo Conte, ma è davvero il migliore?

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Giampiero Ventura è, da oggi, il prossimo allenatore dell’Italia di calcio. Subentrerà ad Antonio Conte al termine degli Europei di Francia, al netto del risultato dell’ex bianconero, ed esordirà in amichevole proprio contro i transalpini il 1 settembre.  L’impegno cui sarà chiamato non è semplicissimo: con un solo posto a disposizione nel girone per la qualificazione diretta ai Mondiali 2018, il 68enne ligure dovrà sfidare la corazzata Spagna per cercare di evitare le forche caudine degli spareggi. Previsti anche test con Germania e Olanda tra novembre e marzo 2017: la Figc fa sul serio e ha già pianificato quasi tutto il biennio che vedrà in panchina l’ex granata.

PRO – Ventura ha esperienza e le sue squadre, negli ultimi anni, hanno mostrato un ottimo calcio. A Pisa si consacrò Alessio Cerci, il Bari rischiò il colpaccio a San Siro ai danni di Inter e Milan e riuscì a battere, al San Nicola, anche la Juventus e il Torino è tornato prima in Europa e poi a esultare nel derby con la Juventus. Dal punto di vista tattico, poi, appare in continuità con il suo predecessore: entrambi si alternano tra 3-5-2 e 4-2-4, con la costante delle ali – che abbondano nella rosa di Conte per Euro 2016 – chiamate a un maxilavoro nelle due fasi e le due punte che giocano molto vicine, a cercare in continuazione lo scambio nello stretto. Se il credo del pugliese è più la quantità che la qualità, tuttavia, non è raro trovare più di un regista nell’undici di Ventura, che ama impostare l’azione fin dal portiere. Sulla carta, dunque, potrebbe essere una Nazionale dai piedi buoni. Restano solo da trovare gli interpreti.

CONTRO – Negli ultimi mesi, a Torino, Ventura è stato criticato per aver lanciato pochi giovani in prima squadra. E dire che il materiale ci sarebbe stato, visto che la Primavera granata è tra le migliori formazioni della categoria. Probabilmente si è trattato di mancanza di fiducia, difficilmente spiegabile, però, perché dopo un brutto inverno il Toro ha allontanato i fantasmi della zona calda vincendo a Milano contro l’Inter per 2-1 (era il 3 aprile) e ha vissuto un finire di stagione assolutamente tranquillo. Il tecnico ligure ha dei fedelissimi, come lo fu Cerci tra Pisa e Torino ma anche Paulo Barreto e Alessandro Gazzi prima a Bari e poi in granata, e se li porta spesso dietro nelle sue avventure. Ipotizzando che difficilmente l’ex ala di Milan e Atletico Madrid tornerà nel giro dell’azzurro, sono invece probabili le chiamate di giocatori come Davide Zappacosta, Marco Benassi, Daniele Baselli, Ciro Immobile e, soprattutto, Andrea Belotti, in rete 12 volte nell’ultima Serie A. Un altro dubbio che balza agli occhi riguarda il carisma: nulla a che fare con Conte, forse, addirittura, una personalità fin troppo pacata. Che, dopo una lunga gavetta, ha raggiunto meritatamente la consacrazione della Nazionale. Ma siamo sicuro che fosse davvero il migliore sulla piazza? Sicuramente, il meglio abbordabile.

 

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francesco.caligaris@oasport.it

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