Calcio, Marcello Lippi rinuncia al ritorno in azzurro: “Niente strumentalizzazioni”

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Marcello Lippi mon sarà direttore tecnico né supervisore dell’Italia. La nomina sembrava imminente insieme all’ufficializzazione del suo grande amico Giampiero Ventura come ct, ma già a inizio giugno si erano sparse le prime voci riguardanti i dubbi della Figc per un possibile conflitto d’interessi con il figlio Davide, noto agente, impedito dal dall’articolo 3 comma 2 del regolamento per i servizi del procuratore sportivo entrato in vigore il 1 aprile 2015.

Nonostante le aperture di Carlo Tavecchio, che come scrive la Gazzetta dello Sport si è persino rivolto alla Corte federale, è stato proprio il tecnico campione del mondo nel 2006 a chiudere ogni speranza di ritorno in azzurro. Con dispiacere, sì, ma anche con la schiena dritta di chi vuole evitare di aggirare le regole. L’Italia dovrà trovare una nuova figura – che possa plasmare una serie di futuri ct, come avvenne negli anni Settanta con la sinergia Enzo Bearzot-Fulvio Bernardini – e la Rosea fa già qualche possibile nome: Arrigo Sacchi, Francesco Guidolin o Alberto Zaccheroni.

Intanto, le parole del toscano: “Lascio. L’ho detto stamattina (ieri, ndr) al telefono al presidente. Sono dispiaciutissimo, ma lascio perché ho capito cosa succederà. E non mi piace“. E ancora, sempre sulla Gazzetta: “Mi pare di aver capito che si vada verso un aggiramento della norma, un’interpretazione diversa che mi consenta di lavorare per la Figc. Magari non da dt, ma da supervisore. Ma io so cosa succederebbe: la situazione sarebbe strumentalizzata, e io non lo accetterei. Io voglio salvaguardare la serietà di mio figlio che fa questo lavoro da più di dieci anni, e lo faceva già quando ho vinto il Mondiale. Allora andava bene, ora non più. Ha lottato per farsi il suo futuro e io l’ho sempre tenuto lontano dal mio lavoro, almeno in Italia. Sono stato in Cina per anni, sono tornato, da due mesi parlo con Tavecchio che mi vuole, e io voglio lavorare con totale entusiasmo per la federazione, per dare tutto quello che ho. Invece non posso. Non capisco se è una situazione creata ad arte, se qualcuno ha fatto in modo che succedesse, ma io mi faccio da parte. Mi pare che in giro ce ne fossero di peggiori, ma nessuno ha detto niente. Adesso che ci sono io… Non danneggio mio figlio, ma non mi va che poi qualcuno dica o faccia illazioni. Non ho niente contro nessuno, ma mi faccio da parte“.

 

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francesco.caligaris@oasport.it

Twitter: @FCaligaris

Foto da: Wikipedia

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