Calcio, Europei Francia 2016: Portogallo e Ronaldo, gli eterni incompiuti

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“La squadra più forte del mondo nel calcio senza porte” per molti anni questa poteva essere la definizione giusta per il Portogallo, una nazionale che poteva contare nelle proprie fila giocatori del calibro di Manuel Rui Costa, Luis Figo, Joao Pinto e Deco, ma anche attaccanti che non venivano certamente considerati dei goleador come Nuno Gomes, Pauleta, Liedson ed Helder Postiga.

Purtroppo la mancanza di un grande bomber è sempre stato uno dei grandi problemi dei lusitani e la generazione d’oro formata da alcuni dei più forti centrocampisti della storia del calcio europeo si è dovuta accontentare solo di un secondo posto nella clamorosa edizione del 2004, quando la Grecia riuscì nell’incredibile impresa di laurearsi Campione d’Europa battendo in finale il Portogallo, che era anche paese ospitante.

Una vera e propria maledizione per la nazionale portoghese, che anche ai Mondiali vanta miglior risultato un terzo posto nel 1966 e poi un quarto posto nel 2006. Con l’approdo in nazionale di Cristiano Ronaldo, però, la situazione sembrava poter cambiare rapidamente, ma anche con la stella del Real Madrid i lusitani si sono sempre fermati in vicinanza del titolo, come nel 2012 quando la Spagna si impose ai calci di rigore in semifinale.

Il tre volte Pallone d’Oro si presenta in Francia da fresco vincitore della Champions League, ma con la voglia di poter regalare al proprio paese una prima storica gioia. La sensazione, però, è sempre quella che accompagna il Portogallo ad ogni Europeo e Mondiale: un’eterna incompiuta che anche a questi Europei non riuscirà a vincere, anche perchè questa volta la squadra è più debole rispetto agli anni precedenti e il solo Ronaldo potrebbe proprio non bastare.

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foto pagina FB di Cristiano Ronaldo

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