Calcio, Europei Francia 2016: il 3-5-2 di Antonio Conte, debolezza o punto di forza?

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Mancano ormai pochi giorni all’inizio degli Europei 2016 in Francia (primo match in programma vedrà i padroni di casa opposti alla Romania) e all’esordio della Nazionale di Antonio Conte, presente nel girone E in compagnia del Belgio, tra le squadre favorite del torneo, Svezia ed Irlanda.

Un’Italia che arriva a questa competizione continentale, come si suol dire, a fari spenti per le assenze importanti di Marco Verratti e Claudio Marchisio e la scarsa vena realizzativa del parco attaccanti a disposizione di mister Conte. Una “allergia” al goal vero limite per una compagine avente invece nella difesa una certezza. Il ricorso, infatti, al collaudato 3-5-2, di juventina memoria, vuol proprio partire dai riferimenti della retroguardia bianconera per costruire un impianto di gioco lineare in cui tutti gli interpreti sanno esattamente cosa fare in campo. Gli allenamenti spossanti ed intensi, cui sono stati sottoposti gli azzurri nel corso della preparazione a Coverciano, avevano lo scopo di compensare la qualità non straordinaria del roster con una coesione ottimale. Una Nazionale volitiva e coraggiosa. Sono questi gli aggettivi usati dal ct, poco dopo la vittoria in amichevole con la Finlandia, che alla volta di Montpellier si tuffa nell’avventura europea per sorprendere. Ebbene, ci chiediamo: l’assetto tattico adottato dal nuovo tecnico del Chelsea sarà una debolezza o un punto di forza? Analizziamo pro e contro singolarmente.

VANTAGGI

La scelta di questo modulo, come detto, è stata attuata per garantire equilibrio, soprattutto in fase di non possesso ed esaltare le caratteristiche dei difensori a nostra disposizione. Giorgio Chiellini e Leonardo Bonucci, in particolare, sono quelli che meglio interpretano questa filosofia di gioco, uscendone quasi esaltati. Nella posizione di centro-sinistra, lo stopper toscano ha modo di ritagliarsi un ruolo fondamentale non solo in fase di interdizione ma anche di costruzione mentre Bonucci, con la copertura di Chiellini ed Andrea Barzagli, può essere leggermente svincolato dalla semplice marcatura, favorendone le qualità in impostazione. In più, la probabile scelta di Daniele De Rossi, da centromediano metodista, come si diceva una volta, assolverà alla funzione di schermo difensivo aggiunto. Un approccio che, nei fatti, ha reso impossibile sia a Scozia e sia a Finlandia, nelle ultime due amichevoli disputate dall’Italia, qualsiasi conclusione negli ultimi 30 metri ed in balia della pressione italiana. Se è vero che il test con gli scozzesi è probante fino ad un certo punto, la rappresentativa nordica era reduce dal pareggio (1-1) col Belgio, nostro prossimo avversario, e pertanto non squadra “materasso”. Uno schema, altresì, dinamico per le attitudini dei nostri esterni. L’aver schierato nell’incontro contro i finlandesi sia Stephan El Sharaawy che Antonio Candreva è la dimostrazione di una qualsivoglia duttilità nell’idea di Conte, sempre aderente al dogma: “pressare alto, difendendosi attaccando”. Un 3-3-4, con un centrocampista di inserimento (uno tra Marco Parolo o Emanuele Giaccherini) proprio per valorizzare al meglio il gioco in ampiezza ed allargare le maglie di difese particolarmente chiuse. Una modalità tattica da non sottovalutare.

SVANTAGGI

I contro di questo assetto sono rappresentati dall’impiego di alcuni giocatori in posizioni diverse da quelle occupate nel club: Giaccherini, Alessandro Florenzi e la coppia Candreva-El Shaarawy citata dovranno adattarsi in zone del campo poco abituali. In particolare, i giocatori di Roma e Lazio dovranno sobbarcarsi un lavoro, in termini di quantità, notevolissimo per garantire sia la spinta offensiva ma anche l’adeguata copertura. Riusciranno il “Faraone” ed il laziale ad essere così prestanti dal punto di vista atletico in un torneo che lascia così poco spazio al recupero fisico? Altro rischio potrebbe riguardare proprio il modulo nel confronto, ad esempio, con la Nazionale belga, solita utilizzare un 4-3-3 o un 4-2-3-1, in grado di creare situazioni di 1 contro 1 letali per la nostra difesa. Le abilità tecniche degli attaccanti offensivi di Marc Wilmots, coadiuvati dalle sovrapposizioni dei terzini, sono le armi a cui l’allenatore azzurro dovrà prestare particolare attenzione se non si vorrà iniziare con una sconfitta.

Il 13, dunque, avremo le prime risposte e verificheremo sul campo gli aspetti negativi e positivi della filosofia “contiana”.

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giandomenico.tiseo@oasport.it

Twitter: @Giandomatrix

Foto da: Flickr/libera per uso editoriale

 

 

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