Calcio, Europei Francia 2016: è l’Italia più “squadra” di sempre?

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Se ne sono dette tante sull’Italia di Euro 2016: la Nazionale più scarsa di sempre (non è vero), la Nazionale con meno talento di sempre (probabile), la Nazionale con la difesa più forte in Francia (così sembra), la Nazionale che fatica con le piccole e ingabbia al meglio le grandi (come da tradizione), eccetera.

Dopo le prime due partite del girone E, però, i numeri non mentono: due vittorie, qualificazione aritmetica da prima agli ottavi di finale come non accadeva dal 2000, tre gol segnati e zero subiti e imbattibilità nelle gare ufficiali sotto la gestione di Antonio Conte che rimane tale. Può non essere sempre bella, vero, ma quest’Italia appare tremendamente efficace, anche se per arrivare in fondo avrà bisogno (anche) dei suoi uomini di qualità finora sempre relegati in panchina. Per questo è stimolante provare a rispondere a un’altra domanda: è la Nazionale più squadra di sempre?

Il ct, presa coscienza dell’assenza di fuoriclasse in grado di risolvere le partite da soli e dopo gli infortuni primaverili di Claudio Marchisio e Marco Verratti, ha varato una strategia particolare che, per certi versi, rimanda alla prima metà del secolo scorso, quando le nazionali erano per lo più composte da blocchi di poche formazioni di club. Nell’Italia di Euro 2016 ci sono ben sei juventini – quattro di questi, per altro, compongono la difesa titolare e inamovibile, verso punto di forza degli azzurri – e due recenti ex come Emanuele Giaccherini e Angelo Ogbonna che, seppur probabilmente meno meritevoli di altri, sono stati convocati perché già a conoscenza degli schemi di Conte.

Il risultato evidente, finora, è che l’Italia gioca quasi a memoria, con un’abnegazione tattica che potrebbe fare la differenza anche perché, Germania a parte, tutte le altre grandi favorite per il successo finale sembrano sacrificare il gruppo in favore delle giocate dei vari Dimitri Payet e Andres Iniesta, giusto per citare le stelle di Francia e Spagna. Stelle che l’Italia non ha, vero, ma alla cui mancanza sopperisce con movimenti difensivi al limite della perfezione (perché provati, riprovati e straprovati in allenamento) e rapidi contropiedi che, nella gara d’esordio, hanno sorpreso il Belgio secondo nel ranking Fifa. Se la squadra la fa anche (e soprattutto) il gruppo, poi, sono bellissime le foto degli abbracci collettivi dopo ogni gol, quelle in pullman al termine di ogni partita e quelle come questa: tutti insieme a cena nonostante la serata libera.

Il modello a cui ispirarsi, sembra evidente, è l’Italia campione del mondo nel 2006. Gli azzurri furono squadra fin da subito, travolti dallo scandalo Calciopoli e sconvolti dal tentativo di suicidio di Gianluca Pessotto alla vigilia dei quarti di finale con l’Ucraina, e difatti a Berlino trionfarono. Un decennio dopo Antonio Conte sta provando a ricostruire la stessa magia, trovando forza dalle critiche della vigilia come fece anche Enzo Bearzot nel 1982. Ci riuscirà?

 

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francesco.caligaris@oasport.it

Twitter: @FCaligaris

Foto da: Twitter Uefa Euro 2016

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